I totalitarismi del Novecento sono regimi che tentano di controllare ogni aspetto della vita: politica, economia, cultura e coscienza individuale. Fascismo italiano e nazismo tedesco condividono questa ambizione, ma nascono da radici diverse e producono esiti differenti, fino alla catastrofe della Seconda guerra mondiale.
Lo storico Emilio Gentile ha definito il totalitarismo come un esperimento di dominio politico fondato su partito unico, ideologia ufficiale e mobilitazione permanente delle masse. Comprendere fascismo e nazismo significa quindi studiare non solo i fatti, ma anche il modo in cui questi regimi hanno trasformato il rapporto fra Stato, cittadino e verità. Procediamo perciò distinguendo le origini storiche dai meccanismi del potere totalitario.
Le origini: dalle crisi del dopoguerra alla presa del potere
Il fascismo nasce in un'Italia uscita dalla Prima guerra mondiale con la cosiddetta vittoria mutilata, una forte inflazione e il timore borghese di una rivoluzione di tipo bolscevico. Benito Mussolini fonda nel 1919 i Fasci italiani di combattimento, movimento inizialmente confuso, ma capace di intercettare il malcontento di reduci, ceti medi impoveriti e proprietari terrieri. Lo squadrismo agrario del biennio 1921-1922, finanziato dagli agrari della Val Padana, distrugge sindacati, leghe contadine e amministrazioni socialiste con una violenza sistematica. La Marcia su Roma dell'ottobre 1922 è più un atto politico che militare: il re Vittorio Emanuele III rifiuta lo stato d'assedio e affida l'incarico a Mussolini, aprendo la via alla fascistizzazione dello Stato.
Il nazismo si radica invece nella Repubblica di Weimar, indebolita dalle clausole punitive del Trattato di Versailles, dall'iperinflazione del 1923 e dalla disoccupazione di massa seguita alla crisi del 1929. Adolf Hitler, dopo il fallito putsch di Monaco del 1923, riorganizza il partito nazionalsocialista come macchina elettorale moderna, fondata su propaganda visiva, comizi di piazza e un linguaggio razziale aggressivo. Nelle elezioni del 1932 la NSDAP diventa il primo partito del Reichstag, e il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg nomina Hitler cancelliere. Nel giro di pochi mesi, fra l'incendio del Reichstag e la legge dei pieni poteri, ogni opposizione viene eliminata e nasce il Terzo Reich.
I meccanismi del potere: ideologia, consenso e terrore
Entrambi i regimi costruiscono uno Stato a partito unico in cui il capo carismatico, Duce o Führer, incarna la nazione e non risponde ad alcuna istituzione rappresentativa. Le leggi fascistissime del 1925-1926 sciolgono i partiti, sopprimono la libertà di stampa e istituiscono il Tribunale speciale, mentre in Germania le leggi di Norimberga del 1935 privano gli ebrei della cittadinanza e codificano un antisemitismo biologico. La scuola, il cinema, la radio e le organizzazioni giovanili come l'Opera nazionale Balilla e la Hitlerjugend educano i cittadini fin dall'infanzia all'obbedienza e al culto del capo. Il consenso è dunque costruito tanto con la pedagogia di massa quanto con la repressione capillare di OVRA e Gestapo.
Sul piano ideologico, però, le differenze contano quanto le somiglianze. Il fascismo afferma la primazia dello Stato etico, secondo la celebre formula gentiliana «tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato», e arriva al razzismo solo tardivamente con le leggi del 1938. Il nazismo, al contrario, pone al centro la razza ariana e la lotta per lo spazio vitale, riducendo lo Stato a strumento del popolo-razza e teorizzando l'eliminazione fisica degli ebrei, dei rom e dei disabili, fino al genocidio della Shoah. Entrambi praticano un'economia mista, fortemente dirigistica e orientata al riarmo, come mostrano l'autarchia italiana dopo le sanzioni del 1936 e i piani quadriennali di Göring in Germania. La politica estera aggressiva, infine, dall'Etiopia all'Anschluss fino all'invasione della Polonia, salda i due regimi nell'Asse e li conduce alla guerra mondiale.
Ricorda
- Fascismo e nazismo sono regimi totalitari perché uniscono partito unico, ideologia ufficiale, propaganda di massa e terrore di polizia, ma il nazismo spinge questo modello fino al genocidio razziale.
- Il fascismo nasce prima (1919-1922) in risposta alla crisi del primo dopoguerra italiano, il nazismo si afferma più tardi (1933) sfruttando la crisi di Weimar e gli effetti del 1929.
- Esercizio attivo sul quaderno: traccia una tabella a due colonne intestate Fascismo e Nazismo e confronta queste cinque voci, citando per ciascuna una data o un documento: presa del potere, ideologia centrale, politica razziale, organizzazione giovanile, sbocco bellico.