Tra XII e XIII secolo l'Europa vede crescere monarchie nazionali sempre più solide, mentre l'Impero germanico tenta di affermare il proprio dominio universale: lo scontro con il Papato e con i Comuni italiani ne segnerà il destino.
Nei secoli XII e XIII l'Europa occidentale conosce una profonda trasformazione politica che vede affermarsi due modelli di potere in tensione tra loro. Da un lato si rafforzano le monarchie territoriali di Inghilterra e Francia, che costruiscono apparati amministrativi stabili e una fiscalità regolare. Dall'altro l'Impero germanico, erede della tradizione carolingia e ottoniana, rivendica un primato universale che lo porterà a scontrarsi con il Papato e con le città italiane. In questo periodo la cosiddetta lotta per le investiture, conclusa con il Concordato di Worms del 1122, ha già ridefinito i rapporti tra potere spirituale e potere temporale. Le nuove dinastie, come gli Hohenstaufen in Germania, i Capetingi in Francia e i Plantageneti in Inghilterra, cercano di consolidare la propria autorità sopra una società ancora profondamente feudale. Comprendere questi processi significa cogliere le radici degli Stati moderni europei.
L'Impero degli Hohenstaufen e lo scontro con i Comuni
Con l'elezione di Federico I di Svevia, detto Barbarossa, nel 1152, l'Impero tenta una grande riaffermazione del proprio potere universale. Federico, sostenuto dai giuristi bolognesi della Dieta di Roncaglia del 1158, rivendica le regalìe, cioè i diritti pubblici esercitati abusivamente dai Comuni italiani come riscossione di pedaggi, monete e giurisdizione. Le città dell'Italia settentrionale, gelose della propria autonomia, si organizzano nella Lega Lombarda e affrontano l'imperatore nella decisiva battaglia di Legnano del 1176, che impone all'Impero un compromesso sancito dalla Pace di Costanza del 1183. Il nipote di Federico, Federico II di Svevia, eredita anche il Regno di Sicilia e tenta di costruire uno Stato accentrato e moderno, dotandolo nel 1231 delle Costituzioni di Melfi, un corpo organico di leggi che limita i poteri feudali. La sua corte di Palermo diventa un centro cosmopolita in cui convivono cultura latina, greca, araba ed ebraica, anticipando aspetti dell'umanesimo. Tuttavia lo scontro con il Papato di Innocenzo IV e con i Comuni guelfi, unito alle difficoltà di governare contemporaneamente Germania e Italia meridionale, porta al crollo della dinastia sveva dopo la morte di Federico nel 1250 e la sconfitta di Manfredi a Benevento nel 1266.
La nascita delle monarchie nazionali: Francia e Inghilterra
Mentre l'Impero si logora nello scontro italiano, in Francia e in Inghilterra si rafforzano monarchie territoriali che pongono le basi degli Stati moderni. In Francia i Capetingi, partendo da un piccolo dominio attorno a Parigi, ampliano progressivamente il regno: Filippo II Augusto sconfigge i Plantageneti a Bouvines nel 1214, recuperando vasti territori, mentre Luigi IX, detto il Santo, riforma la giustizia istituendo i parlements e i baillis come funzionari regi controllati dal centro. In Inghilterra il processo è più conflittuale: Enrico II Plantageneto rafforza la giustizia regia con i giudici itineranti, ma il figlio Giovanni Senza Terra perde le terre francesi e nel 1215 è costretto dai baroni a concedere la Magna Charta Libertatum. Questo documento limita l'arbitrio del sovrano stabilendo che nessun uomo libero possa essere imprigionato o privato dei beni senza un giudizio legale dei suoi pari. Da queste premesse nascerà nel 1265 il primo Parlamento inglese, in cui siedono accanto ai nobili anche rappresentanti delle contee e delle città, fondando una tradizione rappresentativa destinata a durare nei secoli. La differenza tra il modello francese, tendenzialmente accentrato attorno alla corona, e quello inglese, caratterizzato dal dialogo tra re e ceti, segnerà a lungo le rispettive storie politiche.
Ricorda
- L'Impero degli Hohenstaufen tenta di imporre la propria autorità universale ma si scontra con i Comuni italiani e con il Papato, fino al crollo della dinastia sveva nel 1266.
- In Francia i Capetingi costruiscono una monarchia accentrata, mentre in Inghilterra la Magna Charta del 1215 e il Parlamento del 1265 avviano una tradizione di limite al potere regio.
- Le Costituzioni di Melfi del 1231 mostrano il tentativo più avanzato di costruire uno Stato accentrato e legislativo nell'Europa del Duecento.
Esercizio sul quaderno: costruisci una tabella a tre colonne (Impero, Francia, Inghilterra) e per ciascuna colonna inserisci sovrano principale, evento decisivo e tipo di potere costruito; sotto la tabella scrivi in cinque righe quale dei tre modelli, secondo te, ha influenzato di più la nascita dello Stato moderno e perché.