Il sistema endocrino

SpiegazioneLiceo · 4ªscienze

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Il sistema endocrino è la rete di ghiandole che, attraverso messaggeri chimici detti ormoni, coordina funzioni vitali come crescita, metabolismo, riproduzione e risposta allo stress, dialogando di continuo con il sistema nervoso.

Una rete di messaggi chimici nel corpo

Il corpo umano non potrebbe funzionare se ogni organo agisse in modo isolato, perciò ha sviluppato due grandi sistemi di comunicazione interna: il sistema nervoso, rapidissimo, e il sistema endocrino, più lento ma capace di effetti duraturi e diffusi. Mentre i nervi inviano impulsi elettrici a destinatari precisi, le ghiandole endocrine riversano nel sangue molecole chiamate ormoni che raggiungono ogni cellula del corpo. Soltanto le cellule dotate di un recettore specifico, però, riconoscono l'ormone e rispondono al messaggio, esattamente come una serratura accetta una sola chiave. Pensa a quando ti spaventi all'improvviso: il cuore accelera in pochi secondi grazie ai nervi, ma la sensazione di agitazione che dura anche dieci minuti dopo è merito di un ormone, l'adrenalina, ancora in circolo. Questa duplice regolazione spiega perché parliamo di sistema neuroendocrino, intendendo un'integrazione costante fra impulsi nervosi e segnali ormonali. Le ghiandole endocrine, a differenza di quelle esocrine come le salivari, non possiedono dotti escretori e riversano i loro prodotti direttamente nel torrente circolatorio.

L'ipofisi, il direttore d'orchestra

Alla base del cervello, alloggiata in una piccola cavità del cranio chiamata sella turcica, si trova l'ipofisi, una ghiandola grande quanto un pisello ma di straordinaria importanza perché governa molte altre ghiandole. Essa è suddivisa in due porzioni con origine e funzione diverse: l'adenoipofisi, di natura ghiandolare, e la neuroipofisi, di natura nervosa, entrambe sotto il controllo dell'ipotalamo, una regione cerebrale che fa da ponte fra emozioni e ormoni. L'adenoipofisi produce ormoni cosiddetti tropici, come la tireotropina che stimola la tiroide, la corticotropina che agisce sui surreni e le gonadotropine che regolano ovaie e testicoli, oltre all'ormone della crescita e alla prolattina. La neuroipofisi, invece, libera l'ossitocina, coinvolta nel parto e nei legami affettivi, e l'antidiuretico, che ai reni ordina di trattenere acqua. Un esempio quotidiano: durante una giornata in spiaggia, perdendo molti liquidi con il sudore, la neuroipofisi rilascia più antidiuretico e l'urina diventa scura e concentrata. Questo meccanismo di salvaguardia mostra come l'ipofisi non lavori in modo isolato, ma riceva continuamente informazioni dal corpo e dall'ambiente.

La tiroide e il ritmo del metabolismo

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che abbraccia la trachea nella parte anteriore del collo e produce gli ormoni tiroidei T3 e T4, ricchi di iodio. Questi ormoni regolano la velocità con cui le cellule consumano ossigeno e nutrienti per produrre energia, influenzando temperatura corporea, frequenza cardiaca, crescita e attività mentale. Quando la tiroide lavora poco si parla di ipotiroidismo: la persona si sente stanca, ha freddo, ingrassa senza mangiare di più e i suoi pensieri sembrano rallentati. Quando lavora troppo, invece, compare l'ipertiroidismo, con perdita di peso, sudorazione, insonnia, palpitazioni e nervosismo, come se il motore del corpo girasse fuori giri. Un esempio concreto: nelle zone montane in cui il suolo è povero di iodio si è osservata storicamente la comparsa del gozzo, un rigonfiamento del collo dovuto al tentativo della ghiandola di catturare più materia prima possibile. Per questo motivo, in molti Paesi è obbligatorio iodare il sale da cucina, una piccola misura di salute pubblica di grande efficacia. La tiroide ospita anche le cellule C, che producono calcitonina e contribuiscono insieme alle vicine paratiroidi a regolare il calcio nel sangue.

Le surrenali, il pancreas e la risposta agli stimoli

Sopra ciascun rene poggia una ghiandola surrenale, composta da una corteccia esterna e una midollare interna, con funzioni così diverse da sembrare due organi distinti uniti dal caso anatomico. La corteccia produce cortisolo, ormone dello stress prolungato che mobilita zuccheri e attenua le infiammazioni, e aldosterone, che ai reni dice di trattenere sodio e quindi acqua, regolando la pressione arteriosa. La midollare, invece, in pochi secondi rilascia adrenalina e noradrenalina, gli ormoni della reazione di attacco o fuga, che accelerano cuore e respiro e indirizzano il sangue verso i muscoli. Pensa a uno studente che entra in aula per un'interrogazione: la bocca si secca, il cuore batte forte e le mani diventano fredde proprio per l'effetto improvviso dell'adrenalina. Il pancreas, invece, è una ghiandola mista che svolge funzioni digestive ed endocrine: le sue isole di Langerhans contengono cellule beta produttrici di insulina e cellule alfa produttrici di glucagone. Dopo un pasto ricco di pasta la glicemia sale e l'insulina aiuta le cellule ad assorbire il glucosio, mentre lontano dai pasti il glucagone induce il fegato a liberare zuccheri, mantenendo costante il rifornimento al cervello.

Crescita, riproduzione e umore: il feedback come bussola

Gli ormoni non agiscono come interruttori fissi, ma sono sottoposti a meccanismi di retroazione che ne adeguano costantemente i livelli alle necessità del corpo. Nel feedback negativo, il più diffuso, un ormone, una volta raggiunta una certa concentrazione, blocca la propria ulteriore produzione, esattamente come un termostato spegne la caldaia al raggiungimento della temperatura impostata. Questo principio governa la crescita, controllata dall'ormone somatotropo dell'ipofisi insieme a fattori prodotti dal fegato, e la riproduzione, guidata dall'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi che durante la pubertà attiva ovaie e testicoli, scatenando la produzione di estrogeni, progesterone e testosterone. Anche l'umore risente profondamente degli ormoni: il cortisolo cronicamente elevato per stress prolungato può favorire ansia e insonnia, mentre gli ormoni sessuali influenzano oscillazioni emotive tipiche dell'adolescenza e del ciclo mestruale. Un esempio quotidiano: la sensazione di benessere dopo una corsa è in parte dovuta agli ormoni rilasciati durante l'esercizio, che agiscono anche sul sistema nervoso centrale. Esiste poi un più raro feedback positivo, come durante il parto, quando l'ossitocina aumenta le contrazioni uterine, che a loro volta stimolano altra ossitocina fino al termine del travaglio.

Ricorda

Esercizio attivo sul quaderno: disegna uno schema a blocchi che colleghi ipotalamo, adenoipofisi e tre ghiandole bersaglio a tua scelta (tiroide, surrene, gonadi), indicando con una freccia continua l'ormone tropico stimolatore e con una freccia tratteggiata il feedback negativo dell'ormone bersaglio sull'ipofisi; accanto a ciascuna freccia scrivi il nome dell'ormone coinvolto.

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