I tessuti del corpo umano

SpiegazioneLiceo · 4ªscienze

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I tessuti sono insiemi organizzati di cellule simili che collaborano per svolgere funzioni specifiche, e costituiscono il livello di organizzazione intermedio tra la cellula e l'organo nel corpo umano.

Quando osserviamo al microscopio una piccola porzione di pelle, di muscolo o di osso, scopriamo che non si tratta di materiale uniforme, ma di comunità cellulari altamente specializzate. Il corpo umano, formato da circa trentasette mila miliardi di cellule, riesce a funzionare proprio perché queste cellule si organizzano in tessuti con compiti precisi. L'istologia è la disciplina che studia tali tessuti, classificandoli secondo criteri morfologici e funzionali. La tradizione scientifica, a partire dagli studi di Bichat alla fine del Settecento, riconosce quattro grandi famiglie tissutali: epiteliale, connettivo, muscolare e nervoso. Comprendere come sono fatti e come lavorano è la chiave per capire la fisiologia di ogni organo, dal cuore al cervello.

Il tessuto epiteliale: rivestimento e ghiandole

Il tessuto epiteliale è caratterizzato da cellule strettamente accostate fra loro, prive o quasi di sostanza intercellulare, che poggiano su una sottile lamina chiamata membrana basale. Questa disposizione compatta gli consente di formare barriere efficaci, capaci di proteggere le superfici interne ed esterne dell'organismo da agenti meccanici, chimici e microbici. Distinguiamo gli epiteli di rivestimento, che ricoprono la pelle, le mucose e i vasi, dagli epiteli ghiandolari, specializzati nella secrezione di sostanze come ormoni, enzimi digestivi, muco o sudore. In base al numero di strati gli epiteli si dicono semplici, quando hanno una sola fila di cellule, oppure pluristratificati, quando ne presentano molte sovrapposte. Un esempio quotidiano è l'epidermide del palmo della mano: è un epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato che resiste all'attrito quando afferriamo una borsa pesante. Le ghiandole sudoripare presenti accanto ad essa, invece, sono epiteli ghiandolari esocrini che riversano il sudore sulla superficie cutanea per regolare la temperatura.

Il tessuto connettivo: sostegno, riempimento e trasporto

Il tessuto connettivo si distingue per l'abbondanza di sostanza intercellulare, detta matrice, in cui le cellule appaiono distanziate fra loro, immerse in una rete di fibre proteiche. Esistono varianti molto diverse, accomunate però dal compito di collegare, sostenere e nutrire le altre strutture corporee. Tra i connettivi propriamente detti troviamo quello lasso, che riempie gli spazi fra gli organi, e quello denso, ricco di fibre collagene, che costituisce tendini e legamenti. Sono connettivi anche il tessuto adiposo, riserva energetica e isolante termico sotto la pelle, il tessuto cartilagineo che modella padiglione auricolare e dischi intervertebrali, e il tessuto osseo, mineralizzato con sali di calcio, che forma lo scheletro. Anche il sangue rientra in questa categoria: la sua matrice è il plasma liquido, in cui galleggiano globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Quando ci feriamo un dito affettando il pane, vediamo all'opera contemporaneamente il connettivo denso della pelle profonda, il sangue che coagula e il tessuto adiposo sottocutaneo che attutisce la pressione del coltello.

Il tessuto muscolare: contrazione e movimento

Il tessuto muscolare è formato da cellule allungate, ricche di proteine contrattili dette actina e miosina, che possono accorciarsi in risposta a uno stimolo nervoso o ormonale. Grazie a questa capacità il muscolo trasforma l'energia chimica dell'ATP in movimento meccanico, generando forza e calore. Si riconoscono tre varietà istologiche: il muscolare scheletrico, striato e volontario, attaccato alle ossa tramite tendini, che permette di camminare, scrivere o sollevare un libro; il muscolare cardiaco, anch'esso striato ma involontario, esclusivo del miocardio, che batte ritmicamente per pompare il sangue; il muscolare liscio, privo di striature e involontario, presente nelle pareti di stomaco, intestino, vasi sanguigni e vescica. Quando saliamo le scale di casa la mattina, le fibre scheletriche dei quadricipiti si contraggono volontariamente, mentre quelle lisce dei bronchi si rilassano per far entrare più aria e il cuore accelera il proprio ritmo senza che ce ne accorgiamo. Le differenze morfologiche al microscopio sono nette: le fibre scheletriche appaiono lunghe, plurinucleate e con bande regolari; quelle cardiache mostrano i caratteristici dischi intercalari; quelle lisce sono fusiformi e mononucleate.

Il tessuto nervoso: comunicazione e controllo

Il tessuto nervoso è la base anatomica del sistema nervoso centrale e periferico, ed è formato da due popolazioni cellulari principali: i neuroni e le cellule della glia. I neuroni, dotati di un corpo cellulare, di numerosi dendriti e di un lungo assone, sono specializzati nella ricezione, elaborazione e trasmissione di impulsi elettrochimici a grandissima velocità. Le cellule gliali, come astrociti, oligodendrociti, microglia e cellule di Schwann, hanno funzioni di sostegno, nutrizione, isolamento elettrico e difesa immunitaria del tessuto stesso. La comunicazione tra neuroni avviene nelle sinapsi, piccoli spazi in cui vengono rilasciati neurotrasmettitori come acetilcolina, dopamina o serotonina. Un esempio concreto è ciò che accade quando tocchiamo per sbaglio una pentola bollente: i recettori della pelle inviano un segnale lungo i neuroni sensitivi fino al midollo spinale, che attiva immediatamente i motoneuroni e fa ritrarre la mano in meno di un secondo. Senza tessuto nervoso non esisterebbero né i riflessi, né il pensiero, né la memoria di non ripetere quell'errore.

Rigenerazione, differenziamento e patologia

I quattro tessuti non hanno tutti la stessa capacità di rinnovarsi dopo un danno, e questa caratteristica influisce profondamente sulla salute. L'epitelio della pelle si rigenera in pochi giorni grazie alle cellule staminali dello strato basale, mentre i neuroni del sistema nervoso centrale degli adulti hanno una capacità rigenerativa estremamente limitata, motivo per cui un ictus può lasciare conseguenze permanenti. Il tessuto osseo si rinnova continuamente attraverso l'equilibrio tra osteoblasti, che depositano matrice nuova, e osteoclasti, che la riassorbono, permettendo la guarigione di una frattura in poche settimane. Il tessuto muscolare cardiaco, invece, ripara i danni soprattutto con tessuto cicatriziale connettivo, riducendo la propria efficienza dopo un infarto. Le patologie tumorali, infine, sono spesso classificate proprio in base al tessuto di origine: parliamo di carcinomi per i tumori epiteliali, di sarcomi per i connettivi, di leucemie per i tessuti emopoietici e di gliomi per il nervoso. Conoscere il tessuto coinvolto orienta sia la diagnosi sia la scelta terapeutica.

Ricorda

I punti chiave da fissare nella memoria sono i seguenti: (a) i tessuti sono insiemi di cellule simili con la stessa funzione e derivano dai tre foglietti embrionali ectoderma, mesoderma ed endoderma; (b) si distinguono quattro grandi categorie, epiteliale, connettivo, muscolare e nervoso, ciascuna con sottotipi specifici; (c) gli epiteli rivestono e secernono, i connettivi sostengono e trasportano, i muscolari contraggono, i nervosi conducono segnali; (d) la capacità di rigenerazione varia enormemente tra i diversi tessuti e condiziona la prognosi delle malattie.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna una tabella a quattro colonne intitolate Epiteliale, Connettivo, Muscolare e Nervoso. Per ciascuna colonna scrivi, senza guardare gli appunti, almeno tre esempi di localizzazione anatomica nel corpo umano, la funzione principale e un tipo cellulare caratteristico. Confronta poi la tua tabella con la spiegazione e correggi gli eventuali errori usando un colore diverso, in modo da fissare meglio le informazioni che ti erano sfuggite.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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