I gruppi funzionali

SpiegazioneLiceo · 4ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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I gruppi funzionali sono piccole porzioni di atomi che, inserite in una molecola organica, ne determinano le proprietà chimiche e fisiche. Riconoscerli significa prevedere il comportamento di una sostanza ancora prima di vederla reagire.

Perché parliamo di gruppi funzionali

La chimica organica studia milioni di composti diversi, ma per fortuna non dobbiamo imparare a memoria ciascuno di essi. La maggior parte delle molecole, infatti, contiene uno scheletro carbonioso accompagnato da piccole strutture caratteristiche chiamate gruppi funzionali, che si comportano sempre in modo simile. Pensa al profumo intenso dell'aceto sulla pasta in bianco: quell'odore deriva dal gruppo carbossilico dell'acido acetico, presente anche in molti altri composti dal sapore aspro. Allo stesso modo, l'odore dolciastro dello smalto per unghie e quello dell'acetone con cui lo si rimuove dipendono da un gruppo chetonico molto reattivo. Conoscere i gruppi funzionali ci permette quindi di classificare composti, prevedere reazioni e leggere correttamente i nomi IUPAC. Diventano una specie di alfabeto con cui scrivere la grammatica delle reazioni organiche.

Idrocarburi insaturi: doppio e triplo legame

Il primo gruppo funzionale che incontriamo è in realtà un legame, ovvero il doppio legame carbonio-carbonio degli alcheni e il triplo legame degli alchini. Negli alcheni, due atomi di carbonio condividono quattro elettroni in un legame sigma e in un legame pi greco, mentre negli alchini sono in gioco un sigma e due pi greco. Il doppio legame rende la molecola più reattiva di un alcano corrispondente, perché gli elettroni del legame pi greco sono più esposti agli attacchi di altri reagenti. Per esempio, l'etilene (CH2=CH2) è il gas usato per far maturare artificialmente banane e pomodori nei magazzini di smistamento. Un secondo esempio è l'acetilene (HC≡CH), il gas che alimenta i cannelli ossiacetilenici per saldare i metalli, capace di raggiungere temperature elevatissime grazie alla sua combustione intensa. La presenza di insaturazioni si riconosce anche dal nome IUPAC, che termina rispettivamente in -ene e -ino.

Alogenuri alchilici

Quando uno o più atomi di idrogeno di un idrocarburo vengono sostituiti da atomi di fluoro, cloro, bromo o iodio, otteniamo un alogenuro alchilico, indicato genericamente con la formula R–X. L'atomo di alogeno, essendo molto elettronegativo, attira gli elettroni del legame e rende il carbonio leggermente positivo, quindi adatto a reazioni di sostituzione o eliminazione. Questo li rende molecole molto utili come intermedi di sintesi nei laboratori di chimica farmaceutica, perché si possono trasformare facilmente in altri composti. Un esempio storico è il cloroformio (CHCl3), un tempo usato come anestetico nei primi interventi chirurgici dell'Ottocento e oggi sostituito da molecole più sicure. Un secondo esempio è il diclorodifluorometano (CCl2F2), uno dei vecchi gas refrigeranti dei frigoriferi, eliminato dai protocolli internazionali perché danneggiava lo strato di ozono. Dal punto di vista della nomenclatura, l'alogeno compare come prefisso (cloro-, bromo-) accompagnato dal numero del carbonio a cui è legato.

Il gruppo ossidrile: alcoli ed eteri

Il gruppo ossidrile –OH, legato a un carbonio saturo, definisce la famiglia degli alcoli, di formula generale R–OH. Grazie alla presenza dell'ossigeno, che porta due coppie di elettroni liberi, gli alcoli formano legami a idrogeno tra loro e con l'acqua, motivo per cui i primi termini della serie sono liquidi e perfettamente miscibili con essa. L'etanolo (CH3CH2OH) è l'alcol delle bevande alcoliche e dei disinfettanti che usiamo per le mani, mentre il glicerolo, con tre gruppi ossidrilici, è il liquido viscoso usato nelle creme idratanti e negli sciroppi per la tosse. Quando invece due atomi di carbonio sono uniti tramite un ossigeno, abbiamo un etere, di formula R–O–R'. Il dietiletere è stato uno dei primi anestetici della storia, mentre l'anetolo, etere presente nei semi di anice e finocchio, è responsabile del loro caratteristico aroma. Gli eteri si distinguono per essere chimicamente piuttosto inerti, ma anche pericolosamente infiammabili.

Aldeidi e chetoni: il gruppo carbonile

Il gruppo carbonile, formato da un carbonio legato con un doppio legame all'ossigeno, è il cuore di due famiglie: le aldeidi (R–CHO), in cui il carbonile sta su un carbonio terminale, e i chetoni (R–CO–R'), in cui sta su un carbonio interno. La forte polarità del doppio legame C=O rende questi composti molto reattivi, soprattutto verso nucleofili come l'acqua o gli alcoli, e responsabile di molti odori intensi. La formaldeide (HCHO) è impiegata nelle resine dei pannelli di legno truciolato ed è il principale responsabile dell'odore tipico dei mobili appena acquistati. L'acetone (CH3COCH3) è invece un chetone leggero, usato come solvente per togliere smalti, vernici e residui di colla a presa rapida. Una curiosità fisiologica: il nostro corpo, in caso di digiuno prolungato o dieta chetogenica, produce acetone come prodotto di scarto, che possiamo percepire nel respiro.

Acidi carbossilici, esteri e ammidi

Il gruppo carbossilico –COOH, in cui un carbonile e un ossidrile condividono lo stesso carbonio, dà origine agli acidi carbossilici, capaci di cedere uno ione idrogeno in soluzione acquosa. L'acido acetico, presente nell'aceto, e l'acido citrico, contenuto negli agrumi, sono esempi quotidiani di acidi deboli che usiamo in cucina e nelle pulizie domestiche per sciogliere il calcare. Quando un acido carbossilico reagisce con un alcol, si forma un estere (R–COO–R'), spesso dall'aroma fruttato: l'acetato di isoamile profuma di banana, il butirrato di etile di ananas e queste molecole sono usate negli aromi alimentari artificiali. Se invece il carbossile reagisce con un'ammina, otteniamo un'ammide (R–CO–NH–R'), il legame tipico delle proteine e di molti farmaci. Il paracetamolo, il principio attivo della Tachipirina, contiene proprio un legame ammidico responsabile della sua azione antipiretica. Riconoscere se davanti abbiamo un acido, un estere o un'ammide è quindi essenziale per capire molte molecole biologiche.

Ammine e composti azotati

Le ammine sono i derivati organici dell'ammoniaca NH3, in cui uno, due o tre atomi di idrogeno sono sostituiti da gruppi alchilici, dando luogo ad ammine primarie, secondarie o terziarie. La presenza di un doppietto elettronico libero sull'azoto rende queste molecole basiche, capaci di catturare protoni in modo simile a come fa l'ammoniaca con l'acqua. La metilammina (CH3NH2) si trova nei prodotti di decomposizione del pesce ed è una delle cause del suo odore sgradevole quando non è freschissimo. Un secondo esempio è la nicotina, ammina terziaria presente nelle foglie di tabacco, che agisce sui recettori del sistema nervoso e crea dipendenza. Le ammine sono anche alla base degli amminoacidi, che combinano un gruppo amminico e uno carbossilico nella stessa molecola. Per questo motivo, sono cruciali per la biochimica e la struttura delle proteine.

Riconoscere i gruppi funzionali nelle molecole reali

Le molecole biologiche e farmaceutiche raramente contengono un solo gruppo funzionale, ed è qui che il lavoro del chimico diventa più interessante. Saperli riconoscere significa osservare la formula, individuare le porzioni reattive e dedurre proprietà come solubilità, acidità o reattività. L'aspirina, per esempio, contiene contemporaneamente un anello aromatico, un gruppo carbossilico e un gruppo estereo, e ciascuno di essi contribuisce all'attività farmacologica e agli effetti collaterali del farmaco. Il glucosio, lo zucchero che alimenta le nostre cellule, presenta invece numerosi gruppi ossidrilici e una funzione aldeidica, che ne spiegano l'elevata solubilità in acqua e la reattività con ossidanti deboli come il reattivo di Fehling. Allenare l'occhio a riconoscere subito i gruppi funzionali è uno degli obiettivi principali di questo modulo. Con un po' di pratica, leggere una formula organica diventerà come leggere una parola scritta in una lingua familiare.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna la struttura dell'acido lattico (CH3–CHOH–COOH), cerchia con colori diversi i gruppi funzionali presenti, scrivi accanto a ciascuno il nome della famiglia e spiega in due righe perché la molecola è solubile in acqua.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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