Le reazioni chimiche

SpiegazioneLiceo · 3ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Una reazione chimica è una trasformazione in cui alcune sostanze, dette reagenti, si convertono in altre sostanze diverse, dette prodotti, attraverso la rottura e la formazione di legami chimici, mentre la massa totale rimane costante.

Che cos'è una reazione chimica

Una reazione chimica è un fenomeno in cui la struttura della materia cambia profondamente: gli atomi dei reagenti si riorganizzano formando nuove sostanze con proprietà diverse da quelle iniziali. A differenza delle trasformazioni fisiche, come la fusione del ghiaccio o l'evaporazione dell'acqua, in una reazione chimica si rompono legami esistenti e se ne formano di nuovi, generando composti con identità completamente diversa. Riconoscere una reazione è spesso semplice perché si osservano segnali macroscopici evidenti, come cambiamenti di colore, sviluppo di gas, formazione di un precipitato solido o variazioni di temperatura. Gli atomi, però, non si creano né si distruggono: si limitano a cambiare i loro partner di legame, riorganizzandosi in modo diverso. Questo principio fondamentale, intuito da Lavoisier alla fine del Settecento, è alla base di tutta la chimica moderna ed è verificabile sperimentalmente con grande precisione. La chimica, quindi, studia proprio queste trasformazioni della materia a livello atomico e molecolare, descrivendole con un linguaggio simbolico universale.

Esempi quotidiani sono molto numerosi: quando il ferro di un cancello arrugginisce all'aria umida, gli atomi di ferro si combinano con l'ossigeno formando ossido di ferro, una sostanza nuova rossastra e friabile. Allo stesso modo, quando accendiamo il gas della cucina, il metano reagisce con l'ossigeno dell'aria producendo anidride carbonica e vapore acqueo, con un grande sviluppo di calore e luce.

Reagenti, prodotti ed equazione chimica

L'equazione chimica è il linguaggio sintetico con cui i chimici descrivono una reazione, indicando a sinistra i reagenti e a destra i prodotti, separati da una freccia che rappresenta la direzione della trasformazione. Ogni sostanza viene scritta con la propria formula chimica, che ne riporta gli elementi e il numero di atomi presenti in ciascuna molecola o unità formula. I numeri grandi posti davanti alle formule sono i coefficienti stechiometrici e indicano in quale rapporto le sostanze reagiscono o si formano. Gli indici scritti a pedice nelle formule, invece, non si possono modificare perché altrimenti cambieremmo l'identità della sostanza stessa. Spesso accanto alle formule si scrivono anche gli stati fisici fra parentesi: (s) per solido, (l) per liquido, (g) per gassoso, (aq) per disciolto in acqua. Questa notazione completa permette di descrivere con precisione che cosa accade in laboratorio e di prevedere quantitativamente l'esito di una reazione.

Consideriamo la combustione del carbonio: scriviamo C(s) + O₂(g) → CO₂(g), dove il carbonio solido e l'ossigeno gassoso danno anidride carbonica gassosa. Analogamente, la reazione di sintesi dell'ammoniaca si scrive N₂(g) + 3H₂(g) → 2NH₃(g), dove i coefficienti ci dicono che una molecola di azoto reagisce con tre di idrogeno per formare due molecole di ammoniaca.

La legge di conservazione della massa

La legge formulata da Antoine-Laurent Lavoisier afferma che in una reazione chimica chiusa la massa totale dei reagenti è uguale alla massa totale dei prodotti, perché gli atomi si conservano nei loro numero e tipo. Questo principio è la conseguenza diretta del fatto che gli atomi non vengono creati né distrutti, ma soltanto riorganizzati in nuove combinazioni. Per questo motivo ogni equazione chimica deve essere bilanciata: il numero di atomi di ogni elemento deve essere uguale a sinistra e a destra della freccia. Bilanciare significa scegliere opportuni coefficienti interi davanti alle formule, senza mai modificare gli indici delle formule stesse. Il metodo classico consiste nel bilanciare prima i metalli, poi i non metalli diversi da idrogeno e ossigeno, infine l'idrogeno e l'ossigeno. In equazioni più complesse, come quelle redox, si ricorre a tecniche specifiche basate sulla variazione del numero di ossidazione o sul metodo delle semireazioni.

Un esempio storico: Lavoisier dimostrò che il mercurio scaldato all'aria si trasforma in ossido rosso, e che la massa di ossigeno scomparsa dall'aria coincide con l'aumento di massa del metallo. Oggi sperimentiamo lo stesso principio anche con la lievitazione: la massa della pasta più l'anidride carbonica liberata equivale alla massa iniziale degli ingredienti.

Tipi di reazioni chimiche

Le reazioni chimiche si possono classificare in alcune grandi famiglie sulla base di come gli atomi si riorganizzano fra reagenti e prodotti. Nelle reazioni di sintesi, due o più sostanze semplici si combinano per formarne una più complessa, secondo lo schema A + B → AB. Nelle reazioni di decomposizione un composto si scinde in sostanze più semplici, AB → A + B, spesso per azione del calore, della luce o di una corrente elettrica. Le reazioni di scambio semplice vedono un elemento sostituire un altro elemento all'interno di un composto, mentre nelle reazioni di doppio scambio due composti si scambiano reciprocamente parti delle loro formule. Particolarmente importanti sono le reazioni di combustione, in cui una sostanza reagisce rapidamente con l'ossigeno liberando calore e luce, e le reazioni acido-base, in cui un acido cede un protone a una base.

Un esempio quotidiano di sintesi è la formazione della ruggine, 4Fe + 3O₂ → 2Fe₂O₃, mentre la decomposizione dell'acqua ossigenata sulla ferita, 2H₂O₂ → 2H₂O + O₂, libera bollicine di ossigeno visibili. Una reazione di doppio scambio caratteristica è quella tra nitrato d'argento e cloruro di sodio in soluzione, che produce un caratteristico precipitato bianco di cloruro d'argento.

L'energia nelle reazioni: esotermiche ed endotermiche

Ogni reazione chimica coinvolge scambi di energia, perché rompere i legami dei reagenti richiede energia e formare i nuovi legami dei prodotti la libera. Se l'energia liberata supera quella assorbita, la reazione è esotermica e cede calore all'ambiente, riscaldandolo. Se invece l'energia assorbita supera quella liberata, la reazione è endotermica e sottrae calore all'ambiente, raffreddandolo. La grandezza che misura questo scambio termico a pressione costante si chiama variazione di entalpia, indicata con ΔH, ed è negativa per le reazioni esotermiche e positiva per quelle endotermiche. Il grafico energetico di una reazione mostra inoltre la presenza di una barriera, detta energia di attivazione, che i reagenti devono superare per trasformarsi nei prodotti. Più alta è questa barriera, più lenta sarà spontaneamente la reazione, anche se termodinamicamente favorita.

Un esempio concreto è la combustione del legno nel camino, che è fortemente esotermica e ci scalda la stanza durante l'inverno. Al contrario, le borse del freddo istantaneo usate in palestra sfruttano la dissoluzione del nitrato di ammonio in acqua, un processo endotermico che abbassa rapidamente la temperatura attorno alla zona contusa.

La velocità delle reazioni e i catalizzatori

La cinetica chimica studia con quale velocità le reazioni avvengono e quali fattori la modificano in modo prevedibile. La velocità dipende anzitutto dalla natura dei reagenti, perché legami diversi richiedono energie diverse per rompersi e riorganizzarsi. La temperatura ha un ruolo decisivo: aumentandola, le particelle si muovono più velocemente, gli urti diventano più frequenti ed efficaci, e la reazione accelera notevolmente. Anche la concentrazione dei reagenti influisce in modo importante, perché un numero maggiore di particelle nello stesso volume aumenta la probabilità di urti efficaci. Per i solidi è importante la superficie esposta: una polvere reagisce molto più rapidamente di un blocco compatto. Infine, i catalizzatori sono sostanze che accelerano la reazione abbassando l'energia di attivazione, ma senza essere consumati e senza modificare l'equilibrio finale.

Un esempio quotidiano è la conservazione del cibo in frigorifero: abbassando la temperatura, rallentiamo le reazioni di deterioramento operate dai microrganismi. In automobile, invece, il catalizzatore della marmitta converte gli inquinanti dei gas di scarico in sostanze meno nocive, sfruttando metalli come platino, palladio e rodio senza consumarli.

Reazioni reversibili ed equilibrio chimico

Molte reazioni chimiche non avvengono in un'unica direzione, ma sono reversibili: i prodotti possono ricombinarsi per riformare i reagenti, come indica la doppia freccia ⇌ nell'equazione. Quando la velocità della reazione diretta diventa uguale a quella della reazione inversa, il sistema raggiunge una condizione di equilibrio dinamico, in cui le concentrazioni di reagenti e prodotti restano costanti nel tempo. È un equilibrio apparente, perché a livello microscopico le reazioni continuano a procedere in entrambe le direzioni con uguale velocità. Il principio di Le Châtelier afferma che, se un sistema all'equilibrio viene perturbato modificando concentrazione, temperatura o pressione, esso reagisce spostandosi nella direzione che attenua la perturbazione. Aumentando la concentrazione di un reagente, ad esempio, l'equilibrio si sposta verso destra producendo più prodotti. Comprendere l'equilibrio è essenziale per molti processi industriali, biologici e ambientali.

Nel sangue umano l'equilibrio fra anidride carbonica, acqua e ioni bicarbonato regola il pH e ci permette di respirare correttamente in condizioni diverse. Nella produzione industriale dell'ammoniaca con il processo Haber-Bosch, si lavora ad alte pressioni proprio per spostare l'equilibrio verso la formazione del prodotto desiderato.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: prendi il quaderno e scrivi l'equazione della combustione del propano C₃H₈ con ossigeno gassoso che dà anidride carbonica e acqua. Bilancia correttamente l'equazione, indica gli stati fisici di ciascuna sostanza, classifica la reazione (combustione/sintesi/decomposizione...) e specifica, motivando, se ti aspetti che sia esotermica o endotermica. Infine, immagina di triplicare la concentrazione di ossigeno: in che direzione si sposterebbe l'equilibrio, se la reazione fosse reversibile?

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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