La tavola periodica degli elementi

SpiegazioneLiceo · 3ªscienze

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La tavola periodica è la mappa ordinata di tutta la materia: classifica gli elementi secondo numero atomico e proprietà, permettendo di prevedere comportamenti chimici a colpo d'occhio.

Una mappa per tutta la materia

Immagina di avere davanti a te tutti i mattoncini con cui è costruito l'universo, dal ferro della tua bicicletta all'ossigeno che respiri in questo momento. Avere centodiciotto pezzi sparsi senza un ordine sarebbe inutile, come una biblioteca con i libri lanciati a caso sugli scaffali. La tavola periodica risolve esattamente questo problema, organizzando gli elementi in una griglia che svela le loro somiglianze. Ogni casella contiene un elemento chimico diverso, riconoscibile dal suo simbolo e dal suo numero atomico. La posizione di una casella non è mai casuale: dice già moltissimo sul comportamento dell'elemento che ospita. Pensa al sale da cucina, che contiene sodio e cloro: la tavola spiega perché questi due atomi si attraggono così fortemente da formare i cristalli che vedi nella saliera. Allo stesso modo, capire dove si trova il calcio chiarisce perché esso costruisce le ossa e i gusci delle uova nel pollaio.

La storia di un'intuizione

Nell'Ottocento i chimici conoscevano già una sessantina di elementi, ma faticavano a trovare un criterio per ordinarli in modo sensato. Nel 1869 il chimico russo Dmitrij Mendeleev ebbe un'intuizione geniale: dispose gli elementi in ordine di massa atomica crescente e notò che certe proprietà si ripetevano a intervalli regolari. Decise così di lasciare delle caselle vuote dove l'ordine sembrava interrompersi, prevedendo che esistessero elementi non ancora scoperti. Quando il gallio e il germanio furono effettivamente trovati, le loro proprietà coincidevano quasi perfettamente con le previsioni di Mendeleev, e la sua tavola entrò ufficialmente nella scienza. Oggi sappiamo che il criterio corretto non è la massa ma il numero atomico, cioè il numero di protoni nel nucleo. Un caso quotidiano della potenza di questa logica: i fuochi d'artificio colorati di rosso contengono stronzio, perché la sua posizione lo rende parente del calcio, che invece dà fiamme arancioni.

Periodi e gruppi: le coordinate della tavola

La tavola periodica si legge come una mappa con righe e colonne, ciascuna con un nome e un significato preciso. Le righe orizzontali si chiamano periodi e sono numerate da 1 a 7, mentre le colonne verticali si chiamano gruppi e vanno da 1 a 18. Ogni periodo corrisponde al riempimento di un nuovo livello energetico attorno al nucleo dell'atomo. Gli elementi che si trovano nello stesso gruppo, invece, condividono lo stesso numero di elettroni nello strato più esterno, e quindi reagiscono in modo simile. Il litio, il sodio e il potassio, ad esempio, appartengono tutti al gruppo 1 e reagiscono tutti vivacemente con l'acqua. Un altro esempio quotidiano riguarda l'elio dei palloncini e il neon delle insegne luminose: stanno entrambi nel gruppo 18 e sono quasi totalmente inattivi.

Metalli, non metalli e semimetalli

Se osservi una tavola periodica colorata, noterai una linea a zig-zag che divide la parte sinistra da quella destra. A sinistra e al centro trovi i metalli, che sono lucenti, conducono bene elettricità e calore, e si lasciano battere in lamine o tirare in fili. A destra trovi i non metalli, generalmente opachi, cattivi conduttori e spesso gassosi a temperatura ambiente. Lungo la linea diagonale si collocano i semimetalli, che hanno proprietà intermedie e sono fondamentali nell'elettronica moderna. Il silicio, ad esempio, è il semimetallo su cui sono costruiti i microchip del tuo smartphone e dei computer di tutto il mondo. Lo zolfo, invece, è un tipico non metallo: lo trovi nelle gomme delle scarpe da ginnastica grazie al processo di vulcanizzazione che lo lega alla gomma naturale.

Le famiglie chimiche più importanti

Alcuni gruppi hanno nomi propri perché raccolgono elementi con comportamenti molto caratteristici, quasi come fossero famiglie chimiche con cognomi diversi. Il gruppo 1 contiene i metalli alcalini, teneri e reattivissimi, come sodio e potassio, presenti nel sale e nelle banane. Il gruppo 2 raccoglie i metalli alcalino-terrosi, meno aggressivi ma comunque attivi, come il magnesio delle clorofille e il calcio del latte. I gruppi dal 3 al 12 ospitano i metalli di transizione, robusti e spesso colorati, come il ferro dell'emoglobina e il rame dei cavi elettrici. Il gruppo 17 raggruppa gli alogeni, non metalli reattivi come il cloro delle piscine e lo iodio dei disinfettanti per ferite. Il gruppo 18, infine, contiene i gas nobili, talmente stabili da non legarsi quasi a nessuno: l'argon protegge il filamento delle lampadine e l'elio gonfia i palloncini delle feste.

Come la posizione predice le proprietà

La vera magia della tavola periodica sta nel fatto che la posizione di un elemento permette di prevederne il comportamento prima ancora di studiarlo in laboratorio. Scorrendo un gruppo dall'alto verso il basso, il raggio atomico aumenta perché si aggiungono nuovi livelli energetici, mentre l'energia di ionizzazione tende a diminuire. Spostandosi invece lungo un periodo da sinistra a destra, gli atomi diventano più piccoli e trattengono più saldamente i propri elettroni, perché la carica nucleare cresce. L'elettronegatività, cioè la capacità di un atomo di attirare elettroni in un legame, segue la stessa tendenza: massima in alto a destra, minima in basso a sinistra. Per questo il fluoro è il più vorace ladro di elettroni di tutta la tavola, e infatti è alla base dei dentifrici che induriscono lo smalto. Al contrario il cesio, in basso a sinistra, cede così facilmente i suoi elettroni da essere usato nelle cellule fotoelettriche di alcuni sensori.

Configurazione elettronica e blocchi s, p, d, f

La struttura della tavola riflette in modo elegante il modo in cui gli elettroni si dispongono attorno al nucleo, riempiendo orbitali con energie diverse. Gli elementi dei gruppi 1 e 2 appartengono al blocco s, perché il loro ultimo elettrone occupa un orbitale di tipo s. Gli elementi dei gruppi dal 13 al 18 formano il blocco p, mentre i metalli di transizione costituiscono il blocco d. I lantanidi e gli attinidi, posti nelle due righe staccate in basso, appartengono al blocco f e contengono elementi spesso radioattivi. Conoscere il blocco di un elemento aiuta a prevedere se cederà o accetterà elettroni in una reazione chimica. Un esempio concreto: il neodimio dei magneti potentissimi che tengono attaccate le calamite del frigorifero appartiene proprio al blocco f.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: disegna uno schema vuoto della tavola periodica con solo i 18 gruppi e i 7 periodi. Inserisci nella posizione corretta i seguenti elementi: idrogeno, sodio, calcio, ferro, carbonio, ossigeno, cloro e argon. Per ciascuno scrivi accanto se è metallo, non metallo o semimetallo e a quale famiglia appartiene. Infine, prevedi quale dei due elementi tra sodio e cloro abbia il raggio atomico maggiore e spiega la tua risposta in due righe.

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