La cellula procariote ed eucariote

SpiegazioneLiceo · 2ªscienze

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Tutti gli esseri viventi sono fatti di cellule, ma non tutte le cellule sono uguali: alcune sono semplici e antichissime, altre complesse e organizzate come piccole città in miniatura.

Un mondo invisibile sotto la lente

Quando osserviamo una goccia d'acqua stagnante al microscopio, scopriamo che brulica di forme di vita microscopiche, ognuna delle quali è una cellula completa e funzionante. La cellula è l'unità fondamentale di ogni essere vivente, capace di nutrirsi, respirare, riprodursi e rispondere agli stimoli dell'ambiente. Dal punto di vista storico, la sua scoperta risale al 1665, quando Robert Hooke osservò il sughero notando piccole camerette che battezzò con il termine latino cellulae. Oggi sappiamo che esistono due grandi categorie di cellule, profondamente diverse per struttura e organizzazione interna. Da una parte troviamo le cellule procariotiche, semplici e prive di nucleo, e dall'altra le cellule eucariotiche, più grandi e ricche di compartimenti interni. Comprendere questa distinzione è il primo passo per orientarsi nel grande albero della vita, dai batteri delle yogurt alle nostre cellule muscolari.

La cellula procariote: il modello essenziale

La cellula procariote è il tipo di cellula più antico, comparso sulla Terra oltre 3,5 miliardi di anni fa, e si trova esclusivamente nei batteri e negli archei. Il suo nome deriva dal greco e significa letteralmente prima del nucleo, perché il materiale genetico non è racchiuso in una struttura separata. Il DNA, generalmente sotto forma di un unico cromosoma circolare, si trova libero in una zona chiamata nucleoide, immerso direttamente nel citoplasma. All'esterno troviamo una membrana plasmatica avvolta da una parete cellulare rigida che protegge la cellula dagli sbalzi osmotici, come accade nei batteri dello yogurt che resistono all'ambiente acido del latte fermentato. Molti procarioti possiedono anche un flagello per il movimento o piccole appendici dette pili per aderire alle superfici. Un esempio quotidiano è il batterio Escherichia coli, presente nel nostro intestino, che contribuisce alla digestione pur essendo formato da una sola cellula priva di organuli complessi.

La cellula eucariote: una città organizzata

Le cellule eucariotiche sono comparse circa 1,5 miliardi di anni fa e costituiscono il corpo di tutti gli organismi più complessi, dai protisti unicellulari alle piante, dai funghi agli animali, esseri umani inclusi. Il loro tratto distintivo è la presenza di un vero nucleo delimitato da una doppia membrana, che contiene il DNA organizzato in più cromosomi lineari. Oltre al nucleo, il citoplasma è ricco di organuli specializzati, ciascuno con un compito preciso, paragonabili agli uffici e ai reparti produttivi di una fabbrica. Le dimensioni sono mediamente dieci volte maggiori rispetto alle procariotiche, con un diametro che si aggira intorno ai 10-100 micrometri. Pensiamo alle cellule del lievito che fa lievitare il pane oppure ai globuli rossi che trasportano l'ossigeno nel nostro sangue: pur essendo diversissimi, condividono lo stesso schema eucariotico. Questa organizzazione interna permette una vita più articolata e l'evoluzione di organismi pluricellulari complessi come noi.

Gli organuli: piccoli organi dentro la cellula

Gli organuli sono strutture interne tipiche della cellula eucariote, ciascuna delimitata da una propria membrana e dedicata a una funzione specifica del metabolismo. I mitocondri, ad esempio, sono le centrali energetiche che producono ATP attraverso la respirazione cellulare, ed è grazie a loro che i muscoli delle nostre gambe possono contrarsi durante una corsa. Il reticolo endoplasmatico, suddiviso in liscio e rugoso, sintetizza proteine e lipidi, mentre l'apparato di Golgi le smista come un ufficio postale che etichetta e spedisce i pacchi nelle giuste direzioni. I lisosomi contengono enzimi digestivi che demoliscono i materiali di scarto, un po' come gli inceneritori di una città, e nelle cellule vegetali troviamo i cloroplasti, capaci di compiere la fotosintesi sfruttando la luce del sole. Anche i ribosomi, sebbene molto piccoli, sono fondamentali perché assemblano gli amminoacidi in proteine e si trovano sia liberi nel citoplasma sia adesi al reticolo. Nelle cellule procariotiche, invece, gli organuli membranosi sono completamente assenti e tutte le reazioni avvengono direttamente nel citoplasma.

Cellula vegetale e cellula animale: due varianti eucariotiche

All'interno del grande gruppo delle cellule eucariotiche distinguiamo due varianti molto note: la cellula animale e la cellula vegetale, entrambe complete di nucleo e organuli, ma con alcune importanti differenze. La cellula vegetale possiede una parete cellulare rigida fatta di cellulosa, che le conferisce una forma poligonale stabile, come si nota osservando al microscopio una foglia di Elodea. Inoltre contiene cloroplasti per la fotosintesi e un grande vacuolo centrale ripieno d'acqua e soluti, responsabile del turgore che mantiene erette le piante quando sono ben irrigate. La cellula animale, invece, non ha parete né cloroplasti e presenta una forma più variabile, spesso arrotondata, come accade nei globuli bianchi che si muovono nel sangue inseguendo i microbi. Possiede però i centrioli, strutture coinvolte nella divisione cellulare, che mancano nella maggior parte delle cellule vegetali. Queste differenze riflettono stili di vita diversi: la pianta produce il proprio nutrimento, mentre l'animale lo cerca attivamente nell'ambiente.

Una storia evolutiva sorprendente

Come sono nate le cellule eucariotiche, così complesse, a partire da quelle procariotiche, molto più semplici? La risposta più accreditata è la teoria dell'endosimbiosi, proposta dalla biologa Lynn Margulis negli anni Sessanta del Novecento. Secondo questa ipotesi, alcuni batteri di grandi dimensioni inglobarono altri batteri più piccoli senza digerirli, instaurando con loro una convivenza vantaggiosa per entrambi. I batteri ospitati si sarebbero poi trasformati nei mitocondri attuali, mentre alcuni batteri fotosintetici, simili ai cianobatteri che oggi colorano di verde gli stagni, sarebbero diventati i cloroplasti delle piante. A sostegno di questa teoria troviamo prove molto convincenti: mitocondri e cloroplasti possiedono un proprio DNA circolare, si dividono autonomamente e hanno una doppia membrana, proprio come ci si aspetterebbe da antichi batteri assorbiti. Questa storia ci insegna che la cooperazione, e non solo la competizione, è stata un motore decisivo dell'evoluzione biologica.

Confronti, dimensioni e funzioni comuni

Nonostante le differenze, cellule procariotiche ed eucariotiche condividono caratteristiche fondamentali che le accomunano come unità della vita. Entrambe possiedono una membrana plasmatica che separa l'interno dall'esterno, contengono DNA come materiale ereditario, sintetizzano proteine grazie ai ribosomi e utilizzano l'ATP come moneta energetica. Le differenze più evidenti riguardano le dimensioni, perché una cellula procariotica misura in media 1-5 micrometri, mentre una eucariotica può raggiungere i 100 micrometri o più, e per questo il suo volume è anche mille volte superiore. Cambia anche la complessità del DNA: nei procarioti è un solo cromosoma circolare libero nel citoplasma, mentre negli eucarioti è organizzato in più cromosomi lineari associati a proteine chiamate istoni. Un esempio utile per fissare le idee è il confronto tra un batterio del raffreddore e una cellula epiteliale della nostra gola: il primo è minuscolo e veloce a riprodursi, la seconda è grande e specializzata. Capire queste somiglianze e differenze ci permette di interpretare correttamente fenomeni quotidiani come le infezioni, la fermentazione del vino o la crescita di una pianta sul balcone.

Ricorda

I punti chiave da fissare con cura sono i seguenti:

  1. La cellula è l'unità fondamentale della vita e si presenta in due tipi: procariote ed eucariote.
  2. La cellula procariote non ha nucleo né organuli membranosi e si trova in batteri e archei.
  3. La cellula eucariote ha un nucleo vero, organuli specializzati e si trova in protisti, funghi, piante e animali.
  4. La teoria endosimbiotica spiega l'origine di mitocondri e cloroplasti come antichi batteri inglobati.
  5. Cellule vegetali e animali sono entrambe eucariotiche, ma differiscono per parete, cloroplasti, vacuolo e centrioli.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna due cellule affiancate, una procariote e una eucariote animale, etichetta almeno quattro strutture per ciascuna e scrivi sotto al disegno tre frasi che spieghino le differenze più importanti, usando i termini nucleoide, nucleo, mitocondri e parete cellulare.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.italiano.cl3.scrittura.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis