La Terra non è ferma: ruota su sé stessa e gira intorno al Sole. Questi due movimenti, chiamati rotazione e rivoluzione, spiegano l'alternarsi del giorno e della notte e il succedersi delle stagioni nell'arco dell'anno.
Il nostro pianeta si muove continuamente nello spazio, anche se noi non ce ne accorgiamo perché ci muoviamo insieme a lui. Già nel Cinquecento Niccolò Copernico capì che la Terra non è al centro dell'universo, ma è uno dei pianeti che orbitano attorno al Sole. Comprendere i moti terrestri è fondamentale perché essi regolano il tempo che misuriamo ogni giorno, dall'ora segnata dall'orologio al calendario appeso in cucina. In questa lezione studieremo i due moti principali, le loro caratteristiche e le conseguenze che producono sulla vita del pianeta.
Il moto di rotazione
La Terra compie un movimento su sé stessa girando attorno a un asse immaginario che passa per i due poli, chiamato asse terrestre. Questo movimento, detto moto di rotazione, avviene in senso antiorario se osservato dal Polo Nord, cioè da ovest verso est. La rotazione completa dura circa 24 ore e definisce la durata del giorno solare, ovvero l'intervallo che usiamo per organizzare le nostre attività quotidiane. La conseguenza più evidente di questo moto è l'alternarsi del dì e della notte: la metà del pianeta rivolta verso il Sole riceve luce, mentre l'altra metà rimane in ombra. Un esempio concreto si osserva guardando un mappamondo illuminato da una lampada: facendolo ruotare lentamente, si vede come ogni località passi dalla zona illuminata a quella buia. Da questo moto dipendono anche il movimento apparente del Sole nel cielo e la suddivisione del globo in 24 fusi orari, che spiega perché a Roma è giorno mentre a Tokyo è già notte.
Il moto di rivoluzione e le stagioni
Mentre ruota su sé stessa, la Terra percorre anche un'orbita ellittica intorno al Sole, impiegando 365 giorni e 6 ore per completarla. Questo movimento si chiama moto di rivoluzione e la sua durata corrisponde alla lunghezza dell'anno solare; le sei ore in eccesso si recuperano ogni quattro anni aggiungendo un giorno a febbraio, dando origine all'anno bisestile. L'aspetto fondamentale è che l'asse terrestre non è perpendicolare al piano dell'orbita, ma risulta inclinato di circa 23,5 gradi e mantiene sempre la stessa direzione nello spazio. Questa inclinazione costante è la vera causa delle stagioni, perché fa sì che durante l'anno i raggi solari colpiscano i due emisferi con angoli diversi e per tempi differenti. Quando l'emisfero boreale è inclinato verso il Sole abbiamo l'estate, con giornate lunghe e raggi più diretti, mentre nell'emisfero australe è inverno; sei mesi dopo la situazione si capovolge. I momenti chiave dell'anno sono i due solstizi, intorno al 21 giugno e al 21 dicembre, e i due equinozi, intorno al 21 marzo e al 23 settembre, quando dì e notte hanno la stessa durata in tutto il pianeta.
Ricorda
- La rotazione dura 24 ore, avviene attorno all'asse terrestre da ovest verso est e provoca l'alternarsi del dì e della notte.
- La rivoluzione dura 365 giorni e 6 ore, si svolge lungo un'orbita ellittica intorno al Sole e, grazie all'inclinazione dell'asse di 23,5°, determina il succedersi delle stagioni.
- Solstizi ed equinozi sono i quattro momenti che segnano l'inizio astronomico delle stagioni.
- Piccolo esercizio sul quaderno: disegna un cerchio che rappresenti l'orbita terrestre, posiziona il Sole al centro e segna le quattro posizioni della Terra corrispondenti ai solstizi e agli equinozi, indicando per ciascuna la stagione nell'emisfero boreale e in quello australe.