L'integrale indefinito

SpiegazioneLiceo · 5ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Dalla derivata all'integrale

L'integrale indefinito è l'operazione inversa della derivazione: dato un risultato, cerchiamo la funzione che, una volta derivata, lo produce. Più precisamente, una primitiva di una funzione f(x) è una funzione F(x) tale che F'(x) = f(x) per ogni x del dominio considerato. Poiché la derivata di una costante è zero, se F(x) è una primitiva, allora anche F(x) + 5, F(x) − 12 o in generale F(x) + c lo sono. Per questo motivo l'integrale indefinito di f(x) si scrive con la celebre notazione ∫ f(x) dx = F(x) + c, dove c è una costante reale arbitraria detta costante di integrazione. Pensa al contachilometri di un'auto: conoscendo la velocità istante per istante puoi ricostruire lo spazio percorso, ma non sai da quale chilometro sei partito, e proprio quella incertezza iniziale è rappresentata dalla costante c. Il simbolo ∫ è una S allungata che ricorda una somma, mentre dx indica rispetto a quale variabile stiamo integrando, informazione cruciale quando nella formula compaiono parametri.

Regole fondamentali e tecniche di base

Per calcolare gli integrali si parte da una tabella di primitive immediate, lette al contrario rispetto alle derivate: ∫ x^n dx = x^(n+1)/(n+1) + c se n ≠ −1, ∫ (1/x) dx = ln|x| + c, ∫ e^x dx = e^x + c, ∫ sin x dx = −cos x + c e ∫ cos x dx = sin x + c. A queste si aggiungono due proprietà di linearità essenziali: l'integrale di una somma è la somma degli integrali e una costante moltiplicativa può essere portata davanti al simbolo di integrale. Ad esempio, per calcolare ∫ (6x² − 4 cos x) dx si separa l'espressione in 6 ∫ x² dx − 4 ∫ cos x dx, ottenendo 6·(x³/3) − 4 sin x + c, cioè 2x³ − 4 sin x + c, e una rapida derivazione del risultato conferma la correttezza. Quando l'integrando non è immediato, si ricorre a tecniche come l'integrazione per sostituzione, utile se riconosciamo la presenza di una funzione e della sua derivata, e l'integrazione per parti, basata sulla formula ∫ u·v' dx = u·v − ∫ u'·v dx, particolarmente efficace per prodotti tra polinomi e funzioni trascendenti. Va ricordato che, a differenza della derivazione, l'integrazione non possiede regole automatiche per prodotti e quozienti: occorre intuito, esercizio e un buon controllo finale che consiste sempre nel derivare la primitiva trovata.

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Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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