I teoremi di Pitagora ed Euclide

SpiegazioneLiceo · 2ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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I teoremi di Pitagora ed Euclide sono strumenti potenti che legano i lati di un triangolo rettangolo e le proiezioni dei cateti sull'ipotenusa, permettendoci di calcolare misure altrimenti nascoste.

In un triangolo rettangolo i lati hanno nomi precisi: i due lati che formano l'angolo retto si chiamano cateti, mentre il lato opposto all'angolo retto, sempre il più lungo, è l'ipotenusa. Quando dall'angolo retto tracciamo la perpendicolare all'ipotenusa otteniamo l'altezza relativa all'ipotenusa, che divide quest'ultima in due segmenti detti proiezioni dei cateti. Queste figure, apparentemente semplici, nascondono relazioni numeriche eleganti che gli antichi greci scoprirono e dimostrarono con rigore. Conoscere queste relazioni significa poter ricavare la misura di un segmento sconosciuto a partire da pochi dati, senza dover misurare direttamente. Si tratta di una competenza fondamentale, perché torna utile in geometria analitica, in trigonometria e in molte situazioni concrete della vita quotidiana.

Il teorema di Pitagora

Il teorema di Pitagora afferma che, in un triangolo rettangolo, il quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui due cateti. Tradotto in formula, se chiamiamo i cateti $a$ e $b$ e l'ipotenusa $c$, abbiamo $c^2 = a^2 + b^2$. Da questa relazione ricaviamo subito anche le formule inverse, utili quando conosciamo l'ipotenusa e un cateto: $a^2 = c^2 - b^2$ oppure $b^2 = c^2 - a^2$. Per ottenere la misura del lato cercato basterà poi estrarre la radice quadrata del risultato, ricordando che le misure dei segmenti sono sempre positive. Una conseguenza importante è che, se in un triangolo vale $c^2 = a^2 + b^2$, allora quel triangolo è necessariamente rettangolo: il teorema funziona anche al contrario e diventa un criterio di riconoscimento. Si pensi, ad esempio, alla classica scala appoggiata al muro: se la scala lunga $5$ m tocca il muro a $4$ m da terra, allora la base dista dal muro $\sqrt{25-16}=3$ m, perché muro, suolo e scala formano un triangolo rettangolo.

I due teoremi di Euclide

I teoremi di Euclide entrano in gioco quando nel triangolo rettangolo tracciamo l'altezza relativa all'ipotenusa, ottenendo le due proiezioni dei cateti. Il primo teorema di Euclide afferma che ciascun cateto è medio proporzionale tra l'ipotenusa intera e la propria proiezione su di essa, cioè vale $a^2 = c \cdot p_a$, dove $p_a$ è la proiezione del cateto $a$. Il secondo teorema di Euclide riguarda invece l'altezza relativa all'ipotenusa e stabilisce che essa è media proporzionale tra le due proiezioni, ovvero $h^2 = p_a \cdot p_b$. Per applicarli correttamente bisogna procedere con ordine: prima si individua quale segmento è l'ipotenusa, poi si riconoscono le proiezioni associate a ciascun cateto e infine si scrive la proporzione giusta. Vediamo un esempio chiarificatore: in un triangolo rettangolo le proiezioni dei cateti sull'ipotenusa misurano $4$ cm e $9$ cm, quindi l'ipotenusa è $13$ cm; per il secondo teorema l'altezza vale $h = \sqrt{4 \cdot 9} = 6$ cm, mentre per il primo i cateti sono $\sqrt{13 \cdot 4} = 2\sqrt{13}$ cm e $\sqrt{13 \cdot 9} = 3\sqrt{13}$ cm. La potenza di questi teoremi sta proprio nel collegare cinque segmenti diversi attraverso poche proporzioni eleganti.

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