Svolgi gli esercizi seguenti sul quaderno, motivando sempre le risposte con riferimenti precisi ai testi e ai concetti studiati. Negli esercizi a risposta aperta, cura il lessico critico-letterario e la chiarezza dell'argomentazione.
- Quale caratteristica distingue il narratore de 'La coscienza di Zeno' rispetto al narratore onnisciente del romanzo ottocentesco?
- A) È un narratore esterno e oggettivo che giudica i personaggi
- B) È un narratore in prima persona inattendibile, che deforma la realtà attraverso autoinganni
- C) È un narratore corale che alterna più voci
- D) È un narratore impersonale e scientifico in stile verista
- Secondo il saggio 'L'umorismo' di Pirandello, l'umorismo coincide con la semplice comicità, cioè con l'avvertimento del contrario.
- Vero / Falso
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Nel romanzo '___, nessuno e centomila' Vitangelo Moscarda scopre che la propria identità non è unitaria, ma si moltiplica negli sguardi degli altri.
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Associa ciascuna opera al suo autore e genere di appartenenza. | Colonna A | Colonna B | |---|---| | Senilità | Pirandello, romanzo umoristico | | Il fu Mattia Pascal | Pirandello, teatro metateatrale | | Sei personaggi in cerca d'autore | Svevo, romanzo-memoriale psicoanalitico | | La coscienza di Zeno | Svevo, romanzo psicologico |
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Spiega in cinque-sei righe perché Zeno Cosini può essere definito un 'inetto', distinguendo questa figura da quella del semplice fallito.
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Costruisci un confronto strutturato tra la figura del protagonista in Svevo e in Pirandello, individuando almeno tre punti di analogia e tre di differenza. Organizza la risposta in forma di schema.
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L'espressione 'forma e vita' nella riflessione pirandelliana indica:
- A) Il contrasto tra le convenzioni che irrigidiscono l'individuo e il flusso vitale che le rompe
- B) La differenza tra prosa e poesia nel teatro
- C) Il rapporto tra l'autore e l'editore nell'opera narrativa
- D) La distinzione tra romanzo storico e romanzo psicologico
- Analizza in un testo argomentativo di circa venticinque righe come Svevo e Pirandello reagiscano alla crisi del positivismo e del romanzo naturalista, soffermandoti sulle scelte narrative (struttura, voce narrante, trattamento del tempo) e sul ruolo della psicoanalisi e del relativismo filosofico.