Il Decadentismo è un movimento culturale europeo di fine Ottocento che rifiuta la fiducia positivistica nella ragione e nella scienza, scegliendo invece l'intuizione, il simbolo e una sensibilità nuova di fronte al mistero.
Il termine Decadentismo nasce in Francia come insulto rivolto a poeti come Verlaine e Mallarmé, accusati di celebrare una civiltà in declino, ma viene presto rivendicato con orgoglio da chi si riconosce in quella sensibilità. Il movimento si sviluppa tra il 1880 circa e i primi due decenni del Novecento, in parallelo con la crisi delle certezze borghesi e con le scoperte che minano l'ottimismo positivista. Pensa alle vertigini provocate dalle teorie sull'inconscio di Freud, dalla fisica di Einstein e dalla filosofia di Nietzsche e Bergson, che mostrano un mondo molto meno razionale di quanto si credesse. In questo clima l'artista non si sente più maestro di verità sociali, ma veggente solitario, capace di cogliere ciò che la logica comune non vede. La realtà diventa una foresta di simboli, secondo la celebre immagine di Baudelaire, che vanno decifrati con l'intuizione e l'analogia. Il Decadentismo, dunque, non è solo uno stile: è una visione del mondo che sostituisce il sapere scientifico con la conoscenza per illuminazioni improvvise.
Le poetiche e i temi fondamentali
Il cuore del Decadentismo è la poetica del simbolo: la parola non descrive più la realtà esterna, ma evoca corrispondenze segrete tra suoni, colori, profumi e stati d'animo, come nelle sinestesie di Pascoli o nelle musicalità di D'Annunzio. Accanto a questa scelta espressiva troviamo l'estetismo, cioè il culto della bellezza come unico valore residuo in un mondo che ha perso le sue certezze morali e religiose. L'esteta, incarnato da Andrea Sperelli nel romanzo dannunziano Il piacere, vive la propria esistenza come opera d'arte, circondandosi di oggetti rari e raffinati, ma scivola spesso in una noia profonda chiamata spleen. Altri temi ricorrenti sono il fanciullino pascoliano, cioè lo sguardo infantile e stupito che sa cogliere il mistero delle piccole cose, e il superuomo dannunziano, eroe individualista che disprezza la mediocrità borghese. Compaiono inoltre figure inquietanti come l'inetto, il malato, la femme fatale e il dandy, tutte declinazioni di un io frammentato e inquieto. Sul piano formale si afferma il verso libero, la metrica si scioglie dalle regole tradizionali per seguire il ritmo interiore dell'emozione e della musica delle parole.
Gli autori italiani principali
In Italia il Decadentismo trova due interpreti decisivi, Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio, che incarnano due volti opposti ma complementari della stessa sensibilità. Pascoli, nelle raccolte Myricae e Canti di Castelvecchio, sceglie il piccolo, l'umile, il quotidiano del mondo contadino, ma lo trasfigura attraverso il simbolo, rendendo il nido familiare immagine di una protezione perduta dopo la tragedia paterna. La sua lingua mescola termini dialettali, voci onomatopeiche e nomi tecnici di piante e uccelli, creando una poesia apparentemente semplice ma fittamente allusiva. D'Annunzio, al contrario, costruisce la figura del poeta-vate che vive con magnificenza teatrale e cerca nella natura la fusione panica con l'universo, come nella celebre lirica La pioggia nel pineto da Alcyone. La sua prosa romanzesca, ricca e sensuale, e la sua biografia spettacolare lo rendono modello pubblico, capace di influenzare gusto, politica e costume. Accanto a loro, in Europa, vanno ricordati i francesi Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé, gli inglesi Wilde e Pater, e influenze sulle generazioni successive, da Svevo a Pirandello fino agli ermetici.
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- Il Decadentismo nasce dalla crisi del Positivismo: la realtà non si conosce con la ragione, ma con il simbolo, l'intuizione e l'analogia.
- Poetiche chiave: simbolismo, estetismo, fanciullino, superuomo, panismo; figure ricorrenti: esteta, inetto, dandy, veggente.
- In Italia gli autori centrali sono Pascoli (poesia del piccolo e del nido) e D'Annunzio (poeta-vate, estetismo e panismo); in Francia il modello è Baudelaire.
Piccolo esercizio sul quaderno: scrivi un paragrafo di otto-dieci righe in cui spieghi, con parole tue, perché il Decadentismo può essere considerato sia una conseguenza della crisi del Positivismo sia una reazione contro di esso; concludi citando un autore italiano e un'opera che, secondo te, rappresenta meglio questa duplice natura del movimento.