Giuseppe Parini, poeta lombardo del Settecento, nel poema Il Giorno racconta con sottile ironia la giornata di un giovane aristocratico milanese, smascherando la vanità e l'inutilità di una classe sociale ormai svuotata di funzione civile.
L'opera e il suo progetto satirico
Giuseppe Parini (1729-1799), sacerdote e poeta di origini umili, concepisce Il Giorno come un poemetto in endecasillabi sciolti diviso in quattro parti: Il Mattino (1763), Il Mezzogiorno (1765), Il Vespro e La Notte, queste ultime rimaste incompiute e pubblicate postume. L'intento è raccontare le ventiquattro ore di un giovin signore, un nobile fittizio, dal risveglio tardivo fino alle veglie notturne nei salotti e nei teatri. Il poeta finge di rivolgersi al giovane come un precettore rispettoso, suggerendogli con gravità apparente i gesti più frivoli: vestirsi, profumarsi, corteggiare la dama. Questa finzione costituisce il cuore dell'ironia pariniana, perché l'elogio è in realtà rovesciato e ogni lode si trasforma in accusa contro l'ozio nobiliare. Parini, illuminista moderato e sensibile alle ingiustizie sociali, contrappone implicitamente l'utilità del lavoro contadino e artigiano alla sterilità dei privilegiati. Lo stile alto, ricco di latinismi, perifrasi e richiami classici, serve a ingigantire azioni banali, creando il contrasto comico-morale tipico dell'opera.
Temi, stile e visione morale
Il tema centrale è la denuncia dell'ozio aristocratico, considerato una colpa contro la società che produce e fatica. Parini descrive con minuzia il rito della toeletta, la lezione di danza, il pranzo interminabile e la conversazione galante, mostrando come ogni momento sia consumato in occupazioni vuote. Un esempio chiarissimo è la celebre digressione del vergine cuccia, la cagnolina della dama che, calciata da un servo per essersi azzuffata con lui, ottiene il licenziamento dell'uomo: l'animale di lusso vale più di un essere umano povero, e questa sproporzione svela la disumanità di un mondo capovolto. Lo stile di Parini è classicheggiante e solenne, perché solo applicando il registro dell'epica a soggetti minuscoli si ottiene l'effetto di parodia eroicomica. L'uso di mitologia greca e latina per descrivere il caffè o lo specchio amplifica il distacco fra forma e contenuto. Sul piano ideologico, il poeta non è rivoluzionario ma riformatore: crede nella possibilità di una nobiltà utile, capace di guidare il bene comune secondo i principi dell'Illuminismo lombardo. La sua satira è perciò morale prima che politica, e si nutre della convinzione che la virtù consista nel lavoro e nella responsabilità sociale.
Ricorda
- Il Giorno è un poemetto satirico in endecasillabi sciolti, diviso in quattro parti, che descrive la giornata oziosa di un giovane nobile milanese.
- L'ironia nasce dal contrasto fra lo stile alto, epico e classicheggiante, e i contenuti frivoli della vita aristocratica.
- Parini, illuminista riformatore, oppone al privilegio inutile il valore morale del lavoro, come mostra l'episodio della vergine cuccia.
- Esercizio di verifica sul quaderno: ricostruisci in dieci righe la sequenza di una mattinata del giovin signore (dal risveglio alla prima uscita), poi sottolinea in rosso i momenti in cui Parini userebbe un tono ironico e spiega perché.