Il Barocco e la lirica del Seicento

SpiegazioneLiceo · 4ªitaliano

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Il Seicento è il secolo della meraviglia: i poeti barocchi vogliono stupire il lettore con immagini audaci, metafore inattese e giochi sonori, costruendo una poesia che riflette un mondo in trasformazione fra scoperte scientifiche, crisi religiose e nuove geografie.

Un'epoca di crisi e di stupore

Il Seicento italiano si apre in un clima di profonde tensioni: la Controriforma cattolica controlla la cultura, la Spagna domina politicamente gran parte della penisola e l'economia conosce ristagni e carestie. In questo contesto inquieto nasce una sensibilità nuova, che ama il contrasto, il dinamismo e l'esibizione spettacolare della realtà. Gli artisti percepiscono il mondo come instabile, mobile, illusorio, e proprio per questo affascinante da rappresentare con effetti sorprendenti. Pensiamo a una piazza di città come Roma, dove le fontane del Bernini fanno zampillare l'acqua tra figure marine in movimento: la stessa logica della meraviglia anima la poesia. Anche un evento quotidiano, come una processione religiosa con luci, drappi e musica solenne, diventa un'esperienza barocca, perché coinvolge i sensi e suscita stupore. Il Barocco, dunque, è prima di tutto una risposta culturale a un'epoca che ha perso le certezze rinascimentali.

Che cosa significa "Barocco"

Il termine "Barocco" deriva probabilmente dal portoghese "barroco", che indicava una perla irregolare, di forma bizzarra; secondo un'altra ipotesi rimanda a un tipo di sillogismo medievale particolarmente contorto. In entrambi i casi la parola suggerisce qualcosa di irregolare, asimmetrico, complicato, in opposizione all'armonia equilibrata del Rinascimento. Nel Settecento illuminista "barocco" sarà usato in senso negativo, come sinonimo di pesante e ridondante, mentre la critica moderna ha rivalutato il termine come etichetta di un grande movimento europeo. Possiamo pensare a una collana di perle: se quelle rinascimentali sono tutte uguali e regolari, le perle barocche sono ciascuna diversa, ricche di curve sorprendenti. Un esempio quotidiano è la differenza fra una fotografia composta e simmetrica e uno scatto che cattura un gesto in movimento, sfocato sui bordi: il secondo somiglia di più al gusto barocco. Capire il nome ci aiuta a capire lo spirito di un'intera epoca.

La poetica della meraviglia

Il manifesto della nuova poesia è racchiuso in un celebre verso di Giambattista Marino: "è del poeta il fin la meraviglia". Lo scopo dell'arte non è più educare moralmente come nel Rinascimento, ma colpire il lettore, sorprenderlo, farlo restare a bocca aperta di fronte all'inventiva del poeta. Per ottenere questo effetto i barocchi cercano accostamenti inattesi, paragoni audaci, immagini sensoriali fortissime, capaci di trasformare qualunque oggetto in soggetto poetico. Anche un argomento minuto, come una pulce sul seno di una donna o un servo che pulisce uno specchio, può diventare tema lirico se trattato con ingegno brillante. Pensiamo a un illusionista che fa apparire una colomba dal cappello: il piacere dello spettatore non sta nella colomba in sé, ma nella sorpresa del trucco. Allo stesso modo, il lettore barocco gode della perizia tecnica con cui il poeta costruisce la sua trovata. La poesia, in sostanza, diventa spettacolo intellettuale.

L'ingegno, l'acutezza e la metafora

Il trattatista Emanuele Tesauro, nel "Cannocchiale aristotelico", teorizza che la mente umana possiede una facoltà speciale, l'ingegno, capace di scoprire somiglianze nascoste fra cose lontanissime. Da questa scoperta nasce l'"acutezza", cioè l'arguzia che permette di costruire la metafora, considerata la regina di tutte le figure retoriche. La metafora barocca non si limita a un confronto consueto, come "i capelli sono d'oro", ma osa accostamenti spericolati: gli occhi diventano soli che bruciano, le lacrime perle marine, i sospiri venti di tempesta. Spesso queste immagini si concatenano in una metafora continuata, detta "concettismo", che intreccia analogie in serie. Possiamo pensare al gioco enigmistico in cui bisogna trovare il legame fra parole diverse, ad esempio fra una candela e una vita umana: entrambe bruciano, si consumano, fanno luce e si spengono. Anche un cuoco contemporaneo che accosta cioccolato e peperoncino lavora con uno spirito "barocco": cerca la sorpresa nell'incontro inaspettato di due elementi.

Giambattista Marino e il marinismo

Il massimo esponente della lirica del Seicento è Giambattista Marino, napoletano, autore della raccolta "La Lira" e del lungo poema mitologico "Adone", pubblicato a Parigi nel 1623. L'"Adone" racconta in oltre ventimila versi gli amori di Venere e Adone, ma il vero protagonista è lo stile, con descrizioni sontuose, digressioni enciclopediche e immagini di sensualità raffinata. Attorno a Marino si forma una vera scuola, i "marinisti", che imitano e amplificano i suoi procedimenti retorici, dando vita a una moda europea. Marino è anche un poeta professionista, abilissimo nel cercare protezione presso le corti di Torino, Parigi e Roma, e la sua biografia avventurosa, fra prigioni e fughe, sembra anticipare la figura moderna dello scrittore di successo. Possiamo paragonarlo a una pop-star del nostro tempo, che vive di immagine e fa tendenza con ogni nuova uscita. Le sue poesie circolavano nelle accademie come oggi le canzoni circolano sulle piattaforme di streaming.

Gli antimarinisti e le altre voci

Non tutti i poeti del Seicento aderiscono al gusto della meraviglia: alcuni reagiscono con un'idea di poesia più sobria e moralmente impegnata. Il principale antimarinista è Gabriello Chiabrera, che recupera la tradizione classica greca, soprattutto Pindaro e Anacreonte, e propone una metrica varia e musicale, fondata sulla leggerezza del verso breve. Vicino a lui troviamo Fulvio Testi, attento ai temi civili e politici, e Alessandro Tassoni, autore del poema eroicomico "La secchia rapita", che parodia i grandi poemi cavallereschi. Esiste poi una linea satirica e burlesca, rappresentata fra gli altri da Salvator Rosa, e una linea religiosa, con Tommaso Campanella, filosofo e poeta che canta il rinnovamento spirituale del mondo. Pensiamo alla scena musicale di oggi, dove convivono trap, indie e cantautorato: anche il Seicento non è un blocco unico, ma un dialogo fra correnti diverse. Allo stesso modo, in una classe possono convivere chi ama lo spettacolo coloratissimo e chi preferisce abiti sobri: entrambe le scelte sono espressioni di gusto.

Temi, forme e strumenti retorici

I temi privilegiati della lirica barocca sono l'amore sensuale, la bellezza femminile esibita nei minimi dettagli, la fugacità del tempo, la morte, la vanità delle cose terrene e il fascino degli oggetti minuti, come fiori, animaletti, specchi e gioielli. La forma metrica preferita resta il sonetto, ma si moltiplicano anche madrigali, canzonette e idilli, spesso destinati ad essere messi in musica nei salotti aristocratici. Sul piano retorico, oltre alla metafora, abbondano l'antitesi ("ghiaccio che brucia"), l'ossimoro ("dolce dolore"), l'iperbole, la sinestesia ("voce dorata") e la pointe finale, cioè la chiusa fulminante che concentra il senso del componimento. Pensiamo a un trailer cinematografico: nelle ultime immagini c'è sempre la frase a effetto che resta in mente, ed è quello che fa la pointe barocca. Anche una pubblicità ben costruita usa antitesi e ossimori ("piccola grande auto") per fissare il prodotto nella memoria. La poesia del Seicento, in fondo, è un laboratorio precoce di comunicazione persuasiva.

Eredità del Barocco

A lungo l'Ottocento e l'inizio del Novecento hanno giudicato il Barocco come un'epoca decadente, di cattivo gusto e di vuota retorica, contrapponendola alla purezza romantica e classica. Solo nel Novecento, grazie a critici come Benedetto Croce prima e Giovanni Getto poi, e all'interesse di poeti come Eugenio Montale, il Seicento è stato rivalutato come stagione di sperimentazione e di modernità. Le sue invenzioni hanno influenzato la poesia simbolista, il surrealismo e la stessa pubblicità contemporanea, che ne riprende le tecniche dell'analogia spiazzante. Pensiamo a un videoclip musicale costruito su immagini surreali e accelerazioni di colore: il principio dell'accumulo sensoriale viene da lontano. Anche un meme di internet, che gioca su accostamenti improbabili per provocare un sorriso, condivide con il concettismo l'idea che l'arguzia produca piacere. Studiare il Barocco, perciò, significa riconoscere le radici antiche di un nostro modo molto attuale di comunicare.

Ricorda

  1. Il Barocco è il movimento culturale del Seicento, segnato dal gusto della meraviglia, del contrasto e dell'inventiva.
  2. La sua poetica è riassunta dal verso di Marino "è del poeta il fin la meraviglia" ed è teorizzata da Tesauro nel "Cannocchiale aristotelico".
  3. Strumenti chiave sono la metafora ardita, il concettismo, l'antitesi, l'ossimoro, la sinestesia e la pointe finale.
  4. Giambattista Marino è il modello dei marinisti, mentre Gabriello Chiabrera guida la corrente più sobria degli antimarinisti.
  5. I temi prevalenti sono l'amore sensuale, la bellezza, la fuga del tempo, la morte e gli oggetti minuti del quotidiano.
  6. Riscoperto nel Novecento, il Barocco è oggi considerato una stagione di sperimentazione moderna.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: scegli un oggetto della tua stanza (per esempio una lampada, uno smartphone, una tazza) e scrivi un breve testo in prosa di sei-otto righe in cui lo trasformi in soggetto poetico "alla maniera barocca", utilizzando almeno una metafora ardita, un'antitesi o un ossimoro e una chiusa a effetto; poi sottolinea le figure retoriche usate e spiega in due righe perché possono essere definite barocche.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.liceo-linguistico.italiano.cl5.letteratura-secondo-biennio.01 — Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. Da revisionare.

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