Ariosto e l'Orlando Furioso

SpiegazioneLiceo · 3ªitaliano

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L'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto è il poema cavalleresco più importante del Rinascimento italiano, pubblicato nella sua redazione definitiva nel 1532 dopo lunghe revisioni linguistiche e strutturali. Riprende e trasforma la tradizione carolingia e bretone fondendo guerra, amore e magia in un'opera che riflette le inquietudini di un'epoca di crisi.

Ludovico Ariosto nacque a Reggio Emilia nel 1474 e trascorse gran parte della vita al servizio della corte estense di Ferrara, prima del cardinale Ippolito e poi del duca Alfonso. La sua condizione di cortigiano fu spesso vissuta come un peso, perché lo costringeva a missioni diplomatiche e incarichi amministrativi che lo allontanavano dagli studi letterari amati. L'Orlando Furioso fu pubblicato in tre edizioni successive, nel 1516, nel 1521 e nel 1532, in un processo di revisione che mostra la cura assoluta del poeta per la forma. La terza edizione, composta da quarantasei canti in ottave, rappresenta il testo definitivo e accoglie le norme linguistiche del toscano letterario proposte da Pietro Bembo. Il poema si presenta come continuazione dell'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, di cui riprende personaggi, situazioni e fili narrativi interrotti. Ariosto trasforma però radicalmente il materiale ricevuto, dandogli profondità psicologica e una visione del mondo nuova, più disincantata e ironica.

La struttura narrativa e i tre nuclei tematici

Il poema si organizza intorno a tre grandi linee narrative che si intrecciano continuamente grazie alla tecnica dell'entrelacement, ereditata dai romanzi bretoni medievali. La prima linea è quella bellica, ovvero la guerra tra cristiani e saraceni che assedia Parigi sotto il comando del re Agramante, contro l'imperatore Carlo Magno. La seconda linea è quella amorosa: Orlando, il più valoroso paladino, insegue per il mondo la bellissima Angelica, principessa del Catai, che però ama il giovane fante saraceno Medoro e finisce per sposarlo. La terza linea, definita encomiastica, narra l'amore tra Ruggiero, eroe saraceno destinato a convertirsi, e Bradamante, guerriera cristiana: dalla loro unione nascerà la dinastia degli Estensi, signori di Ferrara e committenti del poeta. Queste tre linee non procedono mai parallele ma si interrompono di continuo, creando una rete fittissima in cui il narratore lascia un personaggio sospeso per riprenderne un altro, come accade quando un cantastorie deve mantenere viva l'attenzione del pubblico. Il celebre episodio della pazzia di Orlando, che scopre incise sugli alberi le iniziali degli amanti Angelica e Medoro, costituisce il vertice drammatico del poema e dà significato al titolo, perché furioso significa appunto preda della follia.

Il significato del poema e lo stile

L'Orlando Furioso non è una semplice raccolta di avventure ma una profonda riflessione sull'inquietudine umana, sulla fragilità della ragione e sull'illusorietà dei desideri che muovono gli uomini. Il celebre viaggio di Astolfo sulla Luna, dove l'eroe ritrova il senno perduto di Orlando custodito in un'ampolla, mostra come la follia sia condizione universale e diffusa tra tutti gli esseri umani. Lo sguardo di Ariosto sulla realtà è dominato dall'ironia, cioè da quella distanza sorridente con cui il narratore osserva i suoi personaggi senza condannarli né esaltarli pienamente. Questo atteggiamento si manifesta anche nella struttura dell'ottava, formata da otto endecasillabi con schema ABABABCC, in cui il distico finale spesso introduce una battuta o un commento che ribalta il tono dei versi precedenti. La lingua del poema è il toscano letterario raffinato secondo le indicazioni del Bembo, ma resta capace di accogliere registri diversi, dal sublime epico al comico quotidiano. Lo spazio in cui si muovono i personaggi è un mondo aperto e fluttuante, fatto di foreste, castelli incantati, isole lontane e creature magiche, che riflette il disorientamento dell'uomo rinascimentale di fronte al crollo delle certezze medievali e ai grandi rivolgimenti politici dei primi del Cinquecento.

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