Svolgi i seguenti esercizi sul quaderno o direttamente sulla scheda. Lavora con attenzione: rileggi la spiegazione ogni volta che ne senti il bisogno, ma cerca di rispondere prima da sola o da solo, motivando le tue scelte. Gli esercizi mettono alla prova la conoscenza dei due movimenti, dei loro autori, dei temi, dello stile e della metrica.
- Presso quale corte si sviluppa la Scuola siciliana nel XIII secolo?
- A) La corte di Carlo d'Angiò a Napoli
- B) La corte di Federico II di Svevia a Palermo
- C) La corte papale di Roma
- D) La corte di Bonifacio VIII ad Anagni
- Il Dolce stil novo si sviluppa in Toscana e considera la donna come una creatura angelica capace di condurre l'uomo verso Dio.
- Vero / Falso
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L'invenzione del ___ , forma metrica composta da quattordici versi endecasillabi, è tradizionalmente attribuita al poeta siciliano Giacomo da Lentini.
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Collega ciascun poeta al movimento o ruolo letterario a cui appartiene. | Colonna A | Colonna B | |---|---| | Giacomo da Lentini | Iniziatore del Dolce stil novo | | Guido Guinizzelli | Stilnovista dei tormenti d'amore | | Guido Cavalcanti | Poeta e funzionario di Federico II | | Pier delle Vigne | Scuola siciliana, inventore del sonetto |
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Quale tema accomuna profondamente la Scuola siciliana e i poeti provenzali a cui si ispira?
- A) La satira politica contro l'Impero
- B) L'amore cortese verso una donna idealizzata
- C) La predicazione religiosa in volgare
- D) La narrazione delle imprese militari
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Spiega in poche righe cosa intendono gli stilnovisti, e in particolare Guinizzelli, quando affermano che la vera nobiltà risiede nel «cor gentile».
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Confronta la figura femminile nella Scuola siciliana e nel Dolce stil novo, evidenziando almeno tre differenze di rappresentazione, di funzione e di linguaggio.
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Da quale verso prende il nome il movimento del «Dolce stil novo»?
- A) Un sonetto di Giacomo da Lentini
- B) Un passo del Purgatorio di Dante in cui Bonagiunta Orbicciani riconosce la novità della sua poesia
- C) Una canzone di Guinizzelli dedicata a Beatrice
- D) Una lettera di Petrarca a Boccaccio