Il romanzo di Alessandro Manzoni, pubblicato nella sua versione definitiva nel 1840, è considerato il capolavoro della narrativa italiana dell'Ottocento e fonda la moderna prosa narrativa nazionale.
Manzoni scrive I Promessi Sposi tra il 1821 e il 1840, attraversando tre redazioni successive: il Fermo e Lucia, la ventisettana del 1827 e la quarantana del 1840, quest'ultima caratterizzata dalla celebre revisione linguistica nota come risciacquatura in Arno. L'opera si presenta come un romanzo storico ambientato nella Lombardia del Seicento, sotto la dominazione spagnola, ma riflette costantemente sulle questioni del presente dell'autore. Il narratore finge di trascrivere e ammodernare un anonimo manoscritto seicentesco, escamotage che gli permette di mantenere una distanza ironica dai fatti narrati e di dialogare apertamente con il lettore.
La struttura narrativa e il sistema dei personaggi
Il romanzo si articola in trentotto capitoli più l'Introduzione, organizzati secondo una struttura tripartita che segue le peregrinazioni dei due protagonisti, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, separati il giorno stesso delle loro nozze mancate. La prima parte, ambientata al paese natale presso Lecco, presenta l'equilibrio iniziale e la sua rottura per opera di don Rodrigo; la seconda mostra la fuga e la dispersione dei protagonisti tra Milano, Monza e il castello dell'Innominato; la terza conduce al ricongiungimento finale dopo la peste del 1630. Il sistema dei personaggi è costruito secondo una rigorosa simmetria tra figure positive e negative, ma Manzoni evita ogni semplificazione manichea, perché perfino i malvagi possono convertirsi, come l'Innominato, e i buoni possono peccare di debolezza, come don Abbondio. Accanto ai protagonisti popolari, l'autore costruisce una straordinaria galleria di personaggi storici, tra cui il cardinale Federigo Borromeo e padre Cristoforo, e di figure inventate ma dotate di profondità psicologica eccezionale, come la monaca di Monza, derivata da una vicenda realmente accaduta a Marianna de Leyva. La voce narrante interviene continuamente con commenti, ironia e digressioni storiche basate su documenti dell'epoca, fondendo invenzione e cronaca in modo originale.
I grandi temi: Provvidenza, giustizia e storia
Il tema centrale del romanzo è la Provvidenza divina, concepita non come intervento miracoloso ma come disegno che si realizza attraverso le scelte libere degli uomini, anche attraverso il dolore e l'ingiustizia. Manzoni, cattolico convertito dal giansenismo al cattolicesimo liberale, mostra come il male storico, rappresentato dalla prepotenza dei signorotti, dalla corruzione della giustizia e dalle calamità collettive come carestia e peste, possa essere riscattato dalla fede e dalla carità. Un altro nucleo fondamentale è la critica al potere ingiusto: le grida emanate dalle autorità spagnole, ridicolizzate fin dal primo capitolo, dimostrano l'inefficacia di una legislazione che non difende i deboli, mentre la rivolta di San Martino a Milano evidenzia come la folla affamata possa diventare strumento cieco di violenza. Manzoni elabora qui una concezione della storia attenta ai vinti e agli umili, anticipando di un secolo le riflessioni di Antonio Gramsci, e mostra come i protagonisti popolari siano i veri portatori di valori autentici. Il tema dell'amore tra Renzo e Lucia, pur centrale, è meno passionale e più etico rispetto alla tradizione romantica europea, perché si fonda sulla promessa, sulla fedeltà e sulla pazienza nell'attesa. Infine, attraversa l'intero romanzo una profonda riflessione sul ruolo della conversione interiore: figure come fra Cristoforo, già Lodovico violento, e l'Innominato dimostrano che ogni uomo può cambiare radicalmente se accoglie la grazia, offrendo una visione dinamica e ottimistica della natura umana.
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- Il romanzo nasce in tre redazioni (Fermo e Lucia, ventisettana, quarantana) e si articola in trentotto capitoli divisi idealmente in tre parti.
- I temi portanti sono la Provvidenza, la critica al potere ingiusto, la conversione e la riflessione sulla storia dal punto di vista degli umili.
- L'espediente del manoscritto ritrovato permette al narratore di mantenere ironia e libertà di commento sui fatti narrati.
Esercizio attivo sul quaderno: scegli uno dei tre temi principali (Provvidenza, ingiustizia sociale, conversione) e scrivi un paragrafo di circa otto righe in cui spieghi come quel tema emerge in almeno due episodi specifici del romanzo, citando i personaggi coinvolti e l'effetto narrativo che Manzoni ottiene.