In breve: Giovanni Boccaccio scrive il Decameron a metà del Trecento, durante e dopo la terribile peste del 1348. L'opera raccoglie cento novelle raccontate in dieci giorni da una brigata di dieci giovani fuggiti da Firenze.
L'autore e il contesto della peste
Giovanni Boccaccio nasce nel 1313, probabilmente a Certaldo o a Firenze, da un mercante che lavora per la potente compagnia dei Bardi. Trascorre la giovinezza a Napoli, alla raffinata corte angioina, dove entra in contatto con la nobiltà, i mercanti internazionali e la cultura cortese. Tornato a Firenze, vive in prima persona la catastrofe della peste del 1348, che sterminò forse metà della popolazione cittadina e segnò profondamente la sua sensibilità. Proprio questo evento drammatico diventa la cornice iniziale del Decameron, descritta con minuzia quasi cronachistica nel proemio della Prima Giornata. La peste rappresenta non solo una calamità sanitaria, ma anche il crollo dei legami sociali, religiosi e familiari, perché i morti vengono abbandonati e le leggi morali si dissolvono. Da questo sfondo cupo nasce però un progetto luminoso: dieci ragazzi e ragazze si rifugiano in campagna e ricostruiscono, attraverso la parola e il racconto, un piccolo mondo ordinato e civile.
La struttura del Decameron e i suoi temi
Il Decameron, il cui titolo greco significa letteralmente "di dieci giorni", è composto da cento novelle distribuite in dieci giornate di racconto. La brigata è formata da sette giovani donne e tre giovani uomini, che ogni giorno eleggono un re o una regina incaricato di scegliere il tema delle storie. Ogni giornata segue dunque un argomento preciso, come le beffe d'amore, la fortuna, l'astuzia femminile o gli atti di generosità, con l'eccezione della prima e della nona, a tema libero. Questa architettura rigorosa, definita "cornice", permette a Boccaccio di esplorare ogni aspetto della società del suo tempo, dai mercanti ai nobili, dai religiosi ai contadini. I temi dominanti sono l'amore in tutte le sue forme, l'intelligenza umana capace di superare ostacoli, il ruolo imprevedibile della fortuna e la critica ironica all'ipocrisia, soprattutto religiosa. Un esempio celebre è la novella di Andreuccio da Perugia, un giovane mercante ingenuo che, andato a Napoli per comprare cavalli, viene truffato, derubato e cade persino in un pozzo, ma alla fine torna a casa arricchito grazie a una serie di colpi di fortuna: una storia che mostra l'ingegno, il caso e il realismo tipici dell'opera.
Ricorda
- Boccaccio scrive il Decameron tra il 1349 e il 1353, prendendo spunto dalla peste di Firenze del 1348, che diventa la cornice tragica dell'opera.
- La struttura prevede cento novelle, dieci giornate, dieci narratori (sette donne e tre uomini) e un tema diverso per ogni giornata, scelto dal re o dalla regina.
- I temi principali sono l'amore, l'intelligenza umana, la fortuna e la critica all'ipocrisia, raccontati con uno sguardo realistico su tutta la società del Trecento.
- Esercizio attivo sul quaderno: scrivi un breve testo di circa dieci righe in cui spieghi perché, secondo te, Boccaccio sceglie proprio la peste come cornice iniziale e quale effetto produce sul lettore il contrasto fra la tragedia cittadina e la serenità campestre della brigata.