Che cos'è la parafrasi e a che cosa serve
La parafrasi è la riscrittura in prosa di un testo poetico, fatta con le tue parole e in un ordine più vicino a quello del discorso quotidiano.
Quando leggi una poesia per la prima volta, può capitare che alcune frasi ti sembrino strane: le parole sono nell'ordine sbagliato, certi termini sono antichi e a volte manca persino il verbo. La parafrasi è lo strumento che ti permette di sciogliere questi nodi e di capire davvero che cosa sta dicendo il poeta. Non è un riassunto, perché non taglia nulla del contenuto: trasforma soltanto la forma poetica in una forma più piana e ordinata. Pensa alla parafrasi come a una traduzione interna alla stessa lingua: l'italiano poetico viene riscritto in italiano corrente, conservando però tutte le informazioni del testo originale. Per esempio, un verso come «di me medesmo meco mi vergogno» diventa, in parafrasi, «io provo vergogna di me stesso dentro di me». Capire questo passaggio è il primo passo per analizzare poi le immagini, le figure retoriche e il messaggio profondo della poesia.
Leggere bene il testo prima di parafrasare
Prima di scrivere anche una sola parola di parafrasi, devi leggere la poesia almeno due volte, possibilmente ad alta voce, perché la voce ti aiuta a sentire le pause e i legami tra i versi. Durante la lettura segna a matita le parole che non conosci e cerca subito il loro significato sul dizionario o nelle note a piè di pagina dell'antologia. Individua chi parla nel testo, cioè l'io lirico, e a chi si rivolge, se a se stesso, a un'altra persona, a un oggetto o alla natura. È molto utile anche riconoscere il tema generale: una poesia d'amore, un compianto funebre, una descrizione di paesaggio, una riflessione filosofica. Per esempio, davanti a un sonetto in cui compaiono parole come «sospiri», «pianto» e «cor», capisci subito che probabilmente stai leggendo un testo amoroso di tradizione petrarchesca. Solo dopo questa lettura attenta puoi cominciare a lavorare verso per verso, senza il rischio di fraintendere il senso complessivo del componimento.
Le operazioni concrete della parafrasi
La parafrasi non è un'operazione magica, ma un insieme di gesti precisi che puoi imparare e ripetere. Ecco i passaggi che ti conviene seguire con ordine, soprattutto all'inizio:
- Riordina le parole secondo la struttura logica soggetto-verbo-complementi, sciogliendo le inversioni tipiche della poesia.
- Sostituisci i termini antichi, letterari o difficili con sinonimi attuali e comprensibili, mantenendo però il registro adatto.
- Esplicita i pronomi e i riferimenti impliciti, indicando chiaramente a chi o a che cosa si riferiscono.
- Sciogli le figure retoriche più oscure, traducendo ad esempio le metafore in confronti aperti o in espressioni dirette.
- Aggiungi, solo se necessario, brevi parole di collegamento (congiunzioni, preposizioni) per rendere fluido il discorso.
Immagina il verso «Già di pietà mi vinse il bel sembiante»: in parafrasi diventa «Il suo bel volto mi aveva già conquistato facendomi provare compassione». Hai riordinato le parole, sostituito «sembiante» con «volto», esplicitato il possessivo «suo» e sciolto la costruzione antica, ma senza cambiare il contenuto del verso.
Che cosa NON devi fare nella parafrasi
La parafrasi ha regole precise anche su ciò che bisogna evitare, e conoscerle ti farà guadagnare punti preziosi nelle verifiche. Non devi aggiungere commenti personali, giudizi estetici o interpretazioni psicologiche del poeta: quello sarà semmai il compito dell'analisi del testo, che è un'altra fase del lavoro. Non devi neppure tagliare informazioni perché ti sembrano ripetitive, dato che la parafrasi deve restituire ogni elemento del testo originale, comprese le ripetizioni espressive. Evita di copiare interi versi senza modificarli, perché una parafrasi che riproduce le stesse parole del testo non dimostra alcuna comprensione. Allo stesso modo, attento a non banalizzare il lessico usando un italiano troppo povero o gergale: l'obiettivo è la chiarezza, non la sciatteria espressiva. Per esempio, se Foscolo scrive «sotto l'ombre de' cipressi e dentro l'urne», non puoi parafrasare con «vicino agli alberi e nei vasi», perché perderesti il riferimento preciso al cimitero e ai sepolcri.
Confrontare la parafrasi con il testo originale
Una parafrasi non è mai veramente finita finché non l'hai confrontata, riga per riga, con la poesia di partenza. Rileggi entrambi i testi in parallelo e chiediti, per ogni verso, se nella tua riscrittura sono presenti tutte le informazioni dell'originale. Controlla che i tempi verbali corrispondano: se il poeta usa il passato remoto, tu non puoi mettere il presente, perché cambieresti la prospettiva temporale del racconto. Verifica anche di non aver introdotto errori di soggetto, scambiando per esempio chi compie l'azione con chi la subisce. È utile sottolineare nel testo originale, con colori diversi, i pezzi che corrispondono a ciascuna frase della tua parafrasi, così individui subito eventuali omissioni. Ricorda infine che una buona parafrasi deve poter essere letta in modo autonomo, da chi non conosce la poesia, e risultare comunque chiara, completa e coerente.
Ricorda
- La parafrasi è una riscrittura in prosa che spiega il senso della poesia senza riassumerla né commentarla.
- Si lavora verso per verso, riordinando la sintassi, sostituendo le parole difficili e sciogliendo le figure retoriche più oscure.
- Non si aggiungono opinioni personali, non si tagliano informazioni e non si copiano i versi originali.
- Il confronto finale con il testo serve a controllare che nessun contenuto sia stato dimenticato o stravolto.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: prendi questi due versi inventati per esercizio «Lieve la sera scende su' colli stanchi / e ne' miei occhi posa un dolce oblio» e scrivi la tua parafrasi rispettando i cinque passaggi visti sopra. Confronta poi il risultato con un compagno e verifica insieme se avete riordinato la sintassi, sostituito i termini letterari e mantenuto tutte le informazioni dell'originale.