Introduzione
Shakespeare non è soltanto un autore da manuale: è una voce che, da più di quattrocento anni, continua a parlare di gelosia, potere, amore e dubbio con la stessa freschezza di una conversazione tra amici al bar. Quando entri nel mondo dei suoi drammi, scopri che molte espressioni che usiamo ancora oggi in inglese, come break the ice o wild-goose chase, nascono proprio dalle sue pagine.
William Shakespeare (1564-1616) scrisse circa trentasette opere teatrali in un arco di tempo sorprendentemente breve, all'incirca dal 1590 al 1613. I suoi drammi furono pensati per il palcoscenico del Globe Theatre di Londra, un teatro circolare in legno dove il pubblico stava in piedi nel cortile o seduto nelle gallerie. La drammaturgia shakespeariana mescola registri alti e bassi, versi e prosa, comicità e tragedia, in un modo che all'epoca era considerato straordinariamente innovativo. Studiare i suoi plays significa imparare a leggere l'inglese in una forma elastica, ricca di immagini e di doppi sensi. È anche un modo per entrare nella cultura del Rinascimento inglese, l'Elizabethan Age, e capirne le tensioni religiose, politiche e sociali. In queste pagine vedrai come si classificano i suoi testi, quali sono le opere principali e quali strumenti linguistici e teatrali Shakespeare usò per affascinare un pubblico così vario.
The historical context: Elizabethan and Jacobean England
Shakespeare lavorò sotto due sovrani diversi: la regina Elizabeth I, fino al 1603, e poi il re James I, che diede il nome al periodo giacomiano. L'Inghilterra di fine Cinquecento era una potenza in ascesa, appena uscita vittoriosa dallo scontro navale con la Spagna nel 1588, e Londra cresceva rapidamente come centro commerciale e culturale. In questa città vivace, i teatri erano una forma di intrattenimento popolare paragonabile, per impatto sociale, al cinema dei nostri nonni o agli stadi di calcio di oggi. Un apprendista di bottega poteva pagare un penny per stare in piedi, mentre un mercante ricco sceglieva un posto nelle gallerie coperte. Questa mescolanza di pubblico spinse Shakespeare a creare opere che funzionassero su più livelli: battute volgari per i groundlings, riflessioni filosofiche per i nobili. Il contesto politico, fatto di congiure, esecuzioni e dispute religiose tra anglicani e cattolici, entra continuamente nei drammi storici e nelle tragedie, dove il tema del potere usurpato torna spesso. Per esempio, Macbeth fu probabilmente scritto per piacere a James I, discendente dichiarato di Banquo, mentre Henry V esalta lo spirito patriottico inglese durante la guerra dei Cent'anni con la Francia.
How Shakespeare's plays are classified
La critica tradizionale divide i drammi di Shakespeare in tre grandi gruppi: comedies, tragedies e histories, ai quali si aggiunge la categoria più moderna dei romances o late plays. Le commedie terminano tipicamente con uno o più matrimoni, ruotano attorno a equivoci, travestimenti e fughe nel bosco, e celebrano la riconciliazione finale, come accade in A Midsummer Night's Dream. Le tragedie, al contrario, mettono in scena la caduta di un eroe nobile a causa di un difetto interiore, il cosiddetto tragic flaw, e si concludono con la morte del protagonista, come succede a Otello vittima della gelosia. I drammi storici raccontano vicende dei re d'Inghilterra, in particolare la guerra delle Due Rose tra York e Lancaster, e mescolano fedeltà storica e invenzione poetica per riflettere sulla legittimità del potere. I romances tardi, come The Tempest o The Winter's Tale, sfuggono a queste etichette perché mescolano elementi tragici, magici e comici, e si concludono con una riconciliazione quasi miracolosa. Questa classificazione, già presente nel First Folio del 1623 curato dagli amici Heminges e Condell, è utile ma non rigida: un esempio quotidiano è che noi oggi spesso chiamiamo Romeo and Juliet una tragedia romantica, anche se i primi tre atti hanno il ritmo di una commedia.
The comedies: laughter, love and disguise
Le commedie shakespeariane si riconoscono per alcune strutture ricorrenti che, una volta imparate, diventano facili da individuare anche al primo ascolto. Il punto di partenza è spesso un ostacolo che separa due innamorati, come un padre autoritario, una legge ingiusta o un naufragio che disperde la famiglia. I protagonisti si rifugiano in un luogo magico o selvaggio, come la foresta di Arden in As You Like It, dove le regole della città si sospendono e l'identità diventa fluida. Le ragazze, interpretate sul palco da giovani attori maschi perché alle donne era vietato recitare, si travestono spesso da uomo, creando equivoci esilaranti: pensa a Viola che in Twelfth Night finge di essere Cesario e finisce per essere amata da Olivia. Il linguaggio è ricco di giochi di parole, puns e battute argute scambiate fra servi e padroni, simili allo humor veloce delle moderne sitcom. Il finale riporta tutti alla società attraverso matrimoni multipli, perdoni reciproci e una nuova armonia. Un esempio quotidiano per capire il meccanismo è pensare a un film come Twelfth Night paragonabile al film She's the Man, ispirato proprio a quella commedia, dove l'equivoco di genere genera la comicità.
The tragedies: the fall of the hero
Le tragedie sono forse la parte più studiata della produzione shakespeariana, perché toccano emozioni universali e domande filosofiche ancora attuali. Il protagonista è quasi sempre un personaggio di alto rango, dotato di grandi qualità ma rovinato da un difetto interiore: l'ambizione in Macbeth, l'indecisione in Hamlet, la gelosia in Othello, l'orgoglio in King Lear. Questo schema, che la critica chiama tragic flaw o hamartia, si combina con un meccanismo esterno, come l'inganno di Iago o le profezie delle streghe, che spinge l'eroe verso il baratro. Il dilemma morale è spesso espresso nei celebri monologhi, dove il personaggio parla da solo sul palco e mostra al pubblico il suo conflitto interiore: il To be, or not to be di Amleto è l'esempio più famoso al mondo. Le tragedie shakespeariane non si limitano a far piangere, ma invitano a riflettere su libertà, destino e responsabilità individuale. Per capire l'impatto quotidiano di questi temi, pensa a come ancora oggi si dice che qualcuno è jealous as Othello o che agisce like Lady Macbeth quando manipola dietro le quinte un partner ambizioso.
The histories: power and the English crown
I drammi storici formano una specie di grande affresco politico che racconta circa un secolo di storia inglese, dal regno di Riccardo II a quello di Enrico VIII. Shakespeare li costruì come una serie televisiva ante litteram: due tetralogie collegate fra loro, con personaggi che riappaiono, alleanze che si rompono e battaglie che decidono il futuro della dinastia. La fonte principale furono le Chronicles di Raphael Holinshed, ma il drammaturgo modificò liberamente i fatti per accentuare i conflitti morali e politici. Uno dei personaggi più riusciti è Falstaff, il cavaliere grasso, codardo e sboccato che accompagna il giovane principe Hal in Henry IV, e che incarna l'opposto del re ideale. Il messaggio implicito di queste opere è che il potere stabile nasce dall'equilibrio tra forza, legittimità e capacità di farsi amare dal popolo, una lezione utile anche per capire la politica contemporanea. Un esempio quotidiano è il discorso We few, we happy few, we band of brothers in Henry V, citato ancora oggi nei discorsi sportivi prima di una partita decisiva o nelle cerimonie militari di molti paesi.
Language, verse and stagecraft
La lingua di Shakespeare combina blank verse, cioè il pentametro giambico non rimato, con prosa e canzoni, scegliendo il registro in base al personaggio e alla situazione. I nobili tendono a parlare in versi, mentre i servi e i popolani usano la prosa, ma questa regola si rompe spesso per scopi espressivi: Amleto passa al verso quando riflette e alla prosa quando finge la pazzia. Shakespeare inventò o diffuse oltre 1.700 parole nuove, come eyeball, lonely, swagger e bedroom, arricchendo l'inglese moderno in modo permanente. Anche le scenografie erano essenziali, perché il Globe non aveva sipario né luci sofisticate: l'ambiente veniva evocato dalle parole stesse dei personaggi, secondo la tecnica della word-scenery. Per esempio, all'inizio di Macbeth le streghe pronunciano Fair is foul, and foul is fair e creano subito un'atmosfera di inversione e ambiguità morale senza bisogno di effetti speciali. Un esempio quotidiano del potere di queste tecniche è la radio: come un buon radiodramma costruisce mondi solo con la voce, così il pubblico elisabettiano vedeva castelli, foreste e battaglie semplicemente ascoltando.
Themes and the modern legacy
I temi shakespeariani sono di una modernità che continua a sorprendere: il razzismo strisciante in Othello, la salute mentale e il lutto in Hamlet, l'invecchiamento e la solitudine in King Lear, il colonialismo e il rapporto fra civiltà e natura in The Tempest. Questi nuclei tematici hanno reso possibili reinterpretazioni continue: registi come Akira Kurosawa hanno trasformato Macbeth in Throne of Blood, ambientato nel Giappone medievale, e King Lear in Ran. Anche il cinema occidentale rilegge costantemente il Bardo: West Side Story riscrive Romeo and Juliet nei quartieri di New York, The Lion King si ispira esplicitamente a Hamlet, e 10 Things I Hate About You riprende The Taming of the Shrew in una scuola superiore americana. Sul piano linguistico, espressioni come in a pickle, love is blind o the green-eyed monster sono entrate nell'inglese quotidiano e si trovano nei testi di canzoni pop e negli articoli di giornale. Studiare Shakespeare, quindi, non è un esercizio di archeologia ma un modo per allenare l'orecchio a riconoscere echi shakespeariani nelle serie TV, nei talk show e perfino nei meme che girano su internet.
Ricorda
Punti chiave da fissare bene:
- Shakespeare visse tra il 1564 e il 1616 e scrisse per il Globe Theatre durante l'età elisabettiana e giacomiana.
- I suoi drammi si dividono tradizionalmente in comedies, tragedies, histories e, più tardi, romances.
- Le commedie finiscono con matrimoni e travestimenti, le tragedie con la morte dell'eroe segnato da un tragic flaw, le storie con riflessioni sul potere.
- La lingua mescola blank verse e prosa, e ha arricchito l'inglese di moltissime parole ed espressioni ancora vive oggi.
- I temi affrontati (amore, gelosia, potere, identità, lutto) restano universali e continuano a ispirare film, musica e letteratura contemporanea.
Piccolo esercizio di verifica da fare sul quaderno: scegli una delle quattro categorie (comedy, tragedy, history, romance) e scrivi in inglese un paragrafo di almeno otto righe in cui spieghi le sue caratteristiche principali, citi un titolo rappresentativo che NON sia stato già usato come esempio nelle tue lezioni, e indichi un film o una serie contemporanea che ne riprende lo schema. Poi confronta il tuo paragrafo con quello di un compagno e annotate insieme almeno due differenze nel modo di esporre.