The Future Forms

SpiegazioneLiceo · 2ªinglese

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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In inglese non esiste un unico tempo futuro: si usano diverse forme a seconda di ciò che il parlante vuole comunicare, cioè se sta facendo una previsione, una decisione, un programma o parlando di un evento già fissato.

Immagina di telefonare a un amico inglese e di dirgli che domani piove, che hai già prenotato un volo per Londra, che hai appena deciso di passare a trovarlo e che il treno parte alle 18:42. In italiano useresti quasi sempre il presente o il futuro semplice, ma in inglese ogni situazione richiede una forma diversa. Questa varietà è la vera ricchezza del sistema verbale anglosassone: scegliere la forma giusta significa trasmettere non solo il quando, ma anche il modo in cui guardiamo all'evento futuro. In questa scheda vedremo cinque forme principali, capiremo le loro sfumature e impareremo a distinguerle nei contesti d'uso reali.

Will: previsioni, decisioni istantanee e promesse

La forma con will (will + forma base del verbo, uguale per tutte le persone) è la prima che si studia ed è spesso percepita come il futuro per eccellenza. In realtà ha tre usi molto precisi: esprime previsioni basate su opinioni o sensazioni personali, comunica decisioni prese nel momento stesso in cui si parla ed è la forma scelta per promesse, offerte e proposte spontanee. Quando diciamo I think it will rain tomorrow stiamo formulando una previsione soggettiva, mentre con The phone is ringing — I'll answer it mostriamo una decisione presa in quell'istante. Per le promesse l'inglese usa naturalmente will, come in Don't worry, I will help you with your homework, dove emerge l'impegno personale di chi parla. Nelle frasi negative si usa la contrazione won't, e nelle domande l'ordine diventa Will you…?, spesso impiegato anche per richieste cortesi. Ricorda che will non si usa mai per programmi già organizzati né per intenzioni meditate in anticipo.

Be going to: intenzioni e previsioni con prove evidenti

La costruzione be going to (am/is/are + going to + verbo base) si traduce spesso con il nostro "avere intenzione di" oppure con il futuro italiano, ma porta con sé un significato specifico. Si utilizza per parlare di intenzioni future che sono già state pensate e decise prima del momento della conversazione, come in I'm going to study medicine after the liceo: la scelta non nasce sul momento, ma è il risultato di una riflessione. Il secondo uso riguarda le previsioni fondate su prove concrete che vediamo o percepiamo nel presente, ad esempio Look at those black clouds — it's going to rain, dove le nuvole sono l'indizio visibile dell'evento futuro. La differenza con will diventa quindi netta: will riflette un'opinione personale o una decisione spontanea, going to si appoggia a un'intenzione preesistente o a un'evidenza tangibile. Nel parlato informale going to diventa spesso gonna, ma nello scritto formale e a scuola dobbiamo mantenere la forma estesa. Anche con i verbi go e come è grammaticalmente corretto dire I'm going to go, anche se molti parlanti preferiscono per economia I'm going to the cinema nella forma di present continuous.

Present continuous con valore futuro: programmi e appuntamenti

Il present continuous (soggetto + am/is/are + verbo-ing) non descrive soltanto azioni in corso, ma assume un valore futuro quando parliamo di accordi e appuntamenti già fissati con altre persone. La frase I'm meeting Sara at the café tomorrow at five indica che l'incontro è stato concordato, magari con un messaggio inviato il giorno prima, e che esiste una sorta di impegno reciproco. Questa forma è particolarmente comune quando si descrivono piani sociali, viaggi prenotati, visite mediche e attività scolastiche programmate sull'agenda. Per evitare ambiguità con il significato di azione in corso, si aggiungono quasi sempre espressioni di tempo future come tonight, tomorrow, next week, on Saturday. La somiglianza con be going to è forte, ma c'è una sfumatura: going to esprime l'intenzione, mentre il present continuous sottolinea che l'organizzazione è già stata fatta e spesso coinvolge anche qualcun altro. Per questa ragione i madrelingua scelgono il present continuous quando rispondono alla domanda What are you doing this weekend? e raccontano impegni con luoghi, orari o persone specifiche.

Present simple con valore futuro: orari e calendari ufficiali

Esiste un quarto modo per parlare del futuro, ed è forse il più sorprendente per chi studia inglese: il present simple usato con riferimento a orari fissi e calendari pubblici. Si impiega per parlare di treni, aerei, autobus, programmi televisivi, lezioni a scuola, partite, concerti e qualsiasi evento il cui orario sia stabilito da un'istituzione o da un ente esterno alla persona. Diciamo quindi The train leaves at 7:15 tomorrow morning oppure The new term starts on September 12th, perché in questi casi l'evento non dipende dalla volontà del parlante ma da una tabella ufficiale. Notiamo che la struttura è identica al presente semplice di tutti i giorni, con l'aggiunta della -s alla terza persona singolare, e per riconoscerne il valore futuro ci affidiamo al contesto e agli avverbi di tempo. Se confrontiamo Our flight takes off at 9 p.m. con We're flying to London next week, capiamo la differenza: il primo si riferisce all'orario stampato sul biglietto, il secondo all'accordo che la famiglia ha preso per il viaggio. Questa forma compare molto nei dialoghi reali, alle stazioni e negli aeroporti, dove la precisione dell'orario è ciò che davvero conta.

Future continuous e future perfect: azioni nel tempo futuro

Per un programma di seconda liceo è importante affacciarsi anche su due tempi composti che ampliano la prospettiva temporale: il future continuous e il future perfect. Il future continuous si costruisce con will be + verbo-ing e descrive un'azione che sarà in pieno svolgimento in un momento preciso del futuro, come in This time tomorrow I will be sitting on the beach in Sicily, dove immaginiamo l'azione come una scena in corso. Il future perfect, formato da will have + participio passato, indica invece un'azione che sarà già conclusa prima di un altro momento futuro, ad esempio By the end of June I will have finished all my exams. Una particolarità importante riguarda le frasi temporali introdotte da congiunzioni come when, as soon as, after, before, until: dopo queste parole non si usa il futuro ma il presente, quindi diciamo I will call you when I arrive, non when I will arrive. Lo stesso vale per if nei periodi ipotetici di primo tipo, come If it rains tomorrow, we won't go out. Queste regole sintattiche distinguono uno studente alle prime armi da chi inizia a padroneggiare davvero il sistema dei tempi futuri.

Ricorda

I punti chiave dell'argomento sono cinque: will per previsioni soggettive, decisioni istantanee e promesse; be going to per intenzioni decise prima e previsioni con prove visibili; present continuous per appuntamenti già organizzati; present simple per orari ufficiali e calendari pubblici; future continuous e future perfect per descrivere azioni in svolgimento o già concluse in un momento futuro. Ricorda inoltre che dopo when, as soon as, before, after, until, if (primo tipo) non si usa will, ma il presente semplice. Ora prova questo piccolo esercizio di verifica sul tuo quaderno: scegli la forma corretta motivando la tua scelta. 1) Look at the timetable: the museum (closes / will close) at 6 p.m. 2) Don't worry, I (am helping / will help) you carry that heavy bag. 3) We (are flying / fly) to Dublin next Saturday — we booked the tickets last month. 4) Be careful! You (will fall / are going to fall)! 5) When she (arrives / will arrive), we (have / will have) dinner together. Rileggi poi ciascuna frase ad alta voce, spiegando in italiano perché hai scelto proprio quella forma futura e non un'altra: questo esercizio di metariflessione consolida la tua competenza.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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