First and second conditional

SpiegazioneLiceo · 2ªinglese

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il periodo ipotetico inglese serve a collegare una condizione e una conseguenza: il primo tipo parla di situazioni reali e probabili, il secondo di situazioni immaginarie o poco probabili.

In inglese esistono diversi tipi di frasi condizionali, ma in seconda liceo ci concentriamo sui primi due, che sono i più frequenti nella conversazione quotidiana e nella scrittura. Ogni frase condizionale è formata da due parti: la subordinata introdotta da if, che esprime la condizione, e la principale, che esprime la conseguenza. L'ordine delle due frasi è libero, ma quando la subordinata viene prima si mette una virgola, mentre se viene dopo la virgola sparisce. Capire la differenza fra primo e secondo condizionale significa scegliere consapevolmente fra una previsione realistica e una pura ipotesi.

First conditional: il futuro possibile

Il primo condizionale si usa quando parliamo di una situazione reale, presente o futura, e della sua probabile conseguenza: se la condizione si verifica, ci aspettiamo davvero che accada il resto. La struttura è precisa: nella frase con if si usa il present simple, mentre nella principale si usa will seguito dalla forma base del verbo. Una regola importantissima è che dopo if non si usa mai will, neppure quando in italiano diremmo un futuro: l'inglese mantiene il presente nella subordinata. Possiamo sostituire will con altri modali come can, may, must oppure usare l'imperativo per dare ordini o consigli legati a una condizione. Anche unless, che significa if not, introduce una condizione e regge il present simple. Per esempio: If it rains tomorrow, we will stay at home, ma anche Unless you study, you won't pass the test.

Second conditional: l'ipotesi immaginaria

Il secondo condizionale serve invece per parlare di situazioni irreali, improbabili o puramente immaginarie nel presente o nel futuro: stiamo fantasticando, non facendo previsioni. La struttura prevede il past simple nella frase con if e would più la forma base del verbo nella principale; possiamo anche usare could o might al posto di would per sfumare il significato. Un punto delicato riguarda il verbo to be: nell'inglese formale e nei manuali si usa were per tutte le persone, quindi If I were you e non If I was you, anche se nel parlato quotidiano si sente spesso was. Proprio l'espressione If I were you è la formula tipica per dare un consiglio, mentre frasi come If I won the lottery, I would travel the world mostrano un desiderio che sappiamo essere poco probabile. Attenzione a non confondere i due tipi: I will help se è una promessa concreta, I would help se è solo un'ipotesi lontana dalla realtà.

Ricorda

  1. First conditional: if + present simple, will + base form, per situazioni reali e probabili.
  2. Second conditional: if + past simple, would + base form, per situazioni immaginarie; con to be si preferisce were per tutte le persone.
  3. Dopo if non si usa mai will né would: il tempo verbale si sposta indietro nella subordinata.

Piccolo esercizio sul quaderno: scrivi quattro frasi su di te, due al primo condizionale (una promessa e un avvertimento con unless) e due al secondo condizionale (un consiglio con If I were you e un sogno con If I won...). Poi sottolinea in ciascuna frase il verbo della subordinata e quello della principale, controllando di non aver mai messo will o would dopo if.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.liceo-classico.italiano.cl2.lingua-primo-biennio.01 — Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. Da revisionare.

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