Le onde elettromagnetiche

SpiegazioneLiceo · 5ªfisica

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Le onde elettromagnetiche sono perturbazioni di campi elettrici e magnetici che si propagano nel vuoto alla velocità della luce, trasportando energia e informazione senza bisogno di un mezzo materiale. Comprenderle significa capire come funzionano la radio, la televisione, il telefono cellulare, il microonde di casa, ma anche la visione, l'abbronzatura e le radiografie mediche.

Dalle equazioni di Maxwell alla scoperta delle onde

Alla metà dell'Ottocento il fisico scozzese James Clerk Maxwell unificò in quattro equazioni tutte le leggi dell'elettricità e del magnetismo, fino ad allora considerate fenomeni distinti. Da queste equazioni emerse una conseguenza sorprendente: un campo elettrico variabile nel tempo genera un campo magnetico, e a sua volta un campo magnetico variabile genera un campo elettrico. Questo meccanismo di autoalimentazione permette ai due campi di sostenersi a vicenda e di propagarsi nello spazio anche in assenza di cariche o correnti vicine. Maxwell calcolò teoricamente la velocità di propagazione di questa perturbazione e ottenne un valore vicinissimo a quello già misurato per la luce, circa 300000 km/s. Capì così che la luce stessa è un'onda elettromagnetica, unificando in un colpo solo ottica, elettricità e magnetismo. Nel 1887 Heinrich Hertz confermò sperimentalmente l'esistenza di queste onde generandole in laboratorio con un circuito oscillante e rivelandole a distanza con una semplice spira metallica.

Un esempio concreto di questo principio è l'antenna di una stazione radio: un generatore fa oscillare elettroni avanti e indietro lungo un'asta metallica, e queste cariche accelerate emettono onde che viaggiano fino al ricevitore di casa. Un secondo esempio è la lampadina a incandescenza, dove gli elettroni urtando il filamento incandescente subiscono accelerazioni rapidissime e disordinate, producendo onde visibili che chiamiamo luce.

Struttura di un'onda elettromagnetica

Un'onda elettromagnetica è costituita da un campo elettrico E e da un campo magnetico B che oscillano in fase, sono perpendicolari tra loro e perpendicolari alla direzione di propagazione. Per questo motivo si dice che le onde elettromagnetiche sono trasversali, esattamente come le onde su una corda tesa, e non longitudinali come le onde sonore nell'aria. Le grandezze fondamentali che le descrivono sono la lunghezza d'onda λ, la frequenza f, il periodo T e l'ampiezza dei due campi. Vale sempre la relazione fondamentale c = λ · f, dove c è la velocità della luce nel vuoto, pari a circa 3 · 10⁸ m/s. I moduli dei due campi sono legati dalla relazione E = c · B, quindi il campo elettrico ha un valore numerico molto maggiore di quello magnetico se misurati nelle unità del Sistema Internazionale. La direzione di propagazione si ricava con la regola della mano destra applicata al prodotto vettoriale E × B.

Un esempio quotidiano è il segnale Wi-Fi di casa: a una frequenza di 2,4 GHz corrisponde una lunghezza d'onda di circa 12,5 cm, paragonabile alla dimensione delle pareti che attraversa. Un altro esempio è la luce verde di un semaforo, con lunghezza d'onda intorno a 550 nm e frequenza dell'ordine di 5,5 · 10¹⁴ Hz, che il nostro occhio percepisce come segnale di via libera.

Lo spettro elettromagnetico

Le onde elettromagnetiche esistono in un intervallo enorme di frequenze, che va da pochi hertz fino a oltre 10²⁰ Hz, e questo intervallo viene chiamato spettro elettromagnetico. Procedendo dalle frequenze più basse alle più alte si incontrano in ordine: onde radio, microonde, infrarosso, luce visibile, ultravioletto, raggi X e raggi gamma. La luce visibile occupa una fascia strettissima dello spettro, tra circa 400 nm (violetto) e 700 nm (rosso): tutto ciò che il nostro occhio percepisce come colore è racchiuso in questa finestra. All'aumentare della frequenza aumenta anche l'energia trasportata dai singoli fotoni, e di conseguenza la pericolosità biologica delle radiazioni. Le onde a bassa frequenza, come quelle radio, attraversano facilmente l'atmosfera e gli edifici, mentre i raggi gamma, ad altissima frequenza, sono fermati solo da spessi schermi di piombo. La suddivisione in bande non è netta: si tratta di una classificazione convenzionale basata sulle sorgenti e sulle applicazioni più tipiche.

Un esempio concreto è il telecomando del televisore, che usa raggi infrarossi con lunghezza d'onda di circa 940 nm, invisibili all'occhio ma facilmente rivelabili dal sensore. Un altro esempio è la radiografia odontoiatrica, che impiega raggi X capaci di attraversare i tessuti molli ma assorbiti dalle ossa, producendo l'immagine in negativo sulla lastra.

Produzione, propagazione e ricezione

Una carica elettrica in moto uniforme non irradia onde elettromagnetiche, mentre una carica accelerata sì: è il fenomeno alla base di ogni emissione. Nelle antenne trasmittenti gli elettroni vengono fatti oscillare da un circuito LC con una frequenza ben precisa, fissata dai valori di induttanza e capacità. L'onda emessa si propaga nel vuoto in linea retta a velocità c, mentre nei mezzi materiali rallenta secondo il rapporto v = c/n, dove n è l'indice di rifrazione. Quando l'onda incontra un'antenna ricevente, il campo elettrico variabile mette in oscillazione gli elettroni del conduttore, generando una corrente debolissima che viene poi amplificata e decodificata. La propagazione subisce fenomeni di riflessione, rifrazione, diffrazione e interferenza, gli stessi che si studiano per le onde meccaniche. La ionosfera, ad esempio, riflette le onde corte e permette comunicazioni radio intercontinentali anche oltre l'orizzonte geografico.

Un esempio concreto è la radio FM in automobile, che riceve segnali a circa 100 MHz: muovendosi sotto un ponte o in una galleria il segnale si attenua perché le onde non riescono ad aggirare bene un ostacolo così grande. Un secondo esempio è il GPS dello smartphone, che capta onde di frequenza intorno a 1,5 GHz emesse dai satelliti a circa 20000 km di quota e arriva al ricevitore in poco più di un decimo di secondo.

Energia, intensità e polarizzazione

Le onde elettromagnetiche trasportano energia, e la quantità di energia che attraversa nell'unità di tempo una superficie unitaria perpendicolare alla direzione di propagazione si chiama intensità. L'intensità di un'onda piana è proporzionale al quadrato dell'ampiezza del campo elettrico, secondo I = (1/2) · ε₀ · c · E₀². Una sorgente puntiforme emette in tutte le direzioni e l'intensità diminuisce con il quadrato della distanza dalla sorgente, secondo la legge dell'inverso del quadrato. Le onde possono anche trasportare quantità di moto e quindi esercitare una pressione di radiazione sulle superfici che le assorbono o le riflettono, fenomeno sfruttato nelle vele solari delle sonde spaziali. La polarizzazione descrive l'orientamento del campo elettrico: nelle onde non polarizzate il campo oscilla in tutte le direzioni perpendicolari al moto, mentre in un'onda polarizzata oscilla in un'unica direzione fissa. I filtri Polaroid degli occhiali da sole lasciano passare solo una direzione di oscillazione e bloccano i riflessi orizzontali tipici dei vetri delle auto o della superficie dell'acqua.

Un esempio concreto è il pannello fotovoltaico sul tetto, che capta l'intensità luminosa solare di circa 1000 W/m² nelle giornate serene e la converte in energia elettrica. Un altro esempio è lo schermo LCD del cellulare, in cui ciascun pixel sfrutta cristalli liquidi che ruotano la polarizzazione della luce per controllare quanto chiaro o scuro appare.

La natura ondulatoria e corpuscolare della luce

Maxwell e Hertz consideravano la luce un fenomeno puramente ondulatorio, e fenomeni come l'interferenza e la diffrazione confermavano questa visione. All'inizio del Novecento però, lo studio dell'effetto fotoelettrico mostrò che la luce scambia energia con la materia in pacchetti discreti, chiamati fotoni, di energia E = h · f, dove h è la costante di Planck. La luce ha quindi una doppia natura: si comporta come un'onda quando si propaga e attraversa fenditure, e come un insieme di particelle quando viene assorbita o emessa dagli atomi. Questo principio prende il nome di dualismo onda-corpuscolo ed è uno dei fondamenti della fisica moderna. L'energia del singolo fotone cresce con la frequenza, e questo spiega perché i raggi ultravioletti possono danneggiare il DNA mentre le onde radio della stessa intensità sono innocue. Per i fenomeni di propagazione su larga scala usiamo il modello ondulatorio, mentre per l'interazione con singoli atomi e molecole serve il modello corpuscolare.

Un esempio concreto è la cellula fotoelettrica delle porte automatiche dei supermercati, in cui i fotoni di un fascio luminoso strappano elettroni a un metallo e generano una corrente che, interrotta dal passaggio di un cliente, fa scattare il meccanismo. Un altro esempio è la lampada UV usata per sterilizzare i ferri chirurgici: ogni fotone ultravioletto trasporta energia sufficiente a spezzare i legami chimici dei batteri, cosa che la luce visibile, pur essendo della stessa natura, non riesce a fare.

Applicazioni tecnologiche e impatto sulla vita quotidiana

Le onde elettromagnetiche sono alla base di gran parte della tecnologia che usiamo ogni giorno, e ne ignoriamo la presenza solo perché sono invisibili. Le telecomunicazioni moderne, dalla telefonia mobile al Wi-Fi, dal Bluetooth alle trasmissioni satellitari, sfruttano bande precise dello spettro assegnate dagli enti internazionali per evitare interferenze. La diagnostica medica si serve di raggi X per le ossa, di microonde per la risonanza magnetica e di infrarossi per la termografia, permettendo di vedere all'interno del corpo senza bisturi. Le cotture nel forno a microonde funzionano perché le onde a 2,45 GHz fanno ruotare le molecole d'acqua dei cibi, riscaldandoli per attrito interno. Le energie rinnovabili come il fotovoltaico convertono la radiazione solare in elettricità, riducendo le emissioni di CO₂. Anche la ricerca astronomica si basa interamente sulle onde elettromagnetiche provenienti dalle stelle: i radiotelescopi captano onde radio dalle galassie lontane, mentre i telescopi spaziali a raggi X svelano buchi neri altrimenti invisibili.

Un esempio concreto è la scheda Telepass dell'autostrada, che comunica con il portale del casello tramite microonde a 5,8 GHz e registra il transito in pochi millisecondi senza fermare l'auto. Un altro esempio è la fibra ottica della rete domestica, dove impulsi di luce laser viaggiano dentro un sottile filo di vetro per chilometri, portando i dati di internet a velocità di gigabit al secondo.

Ricorda

Punti chiave da fissare:

  1. Le onde elettromagnetiche nascono da cariche accelerate e sono previste dalle equazioni di Maxwell, che unificano elettricità, magnetismo e ottica.
  2. Sono onde trasversali in cui E e B oscillano in fase, sono perpendicolari tra loro e alla direzione di propagazione, e si propagano nel vuoto a velocità c ≈ 3 · 10⁸ m/s.
  3. Vale sempre c = λ · f e, fra i moduli dei campi, E = c · B.
  4. Lo spettro elettromagnetico, in ordine di frequenza crescente, comprende onde radio, microonde, infrarosso, visibile, ultravioletto, raggi X e raggi gamma.
  5. L'intensità di un'onda è proporzionale al quadrato del campo elettrico e diminuisce con il quadrato della distanza da una sorgente puntiforme.
  6. La luce mostra una doppia natura, ondulatoria e corpuscolare: l'energia del fotone vale E = h · f.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: una stazione radio trasmette a una frequenza di 99,5 MHz. Calcola la lunghezza d'onda corrispondente nel vuoto, indica a quale banda dello spettro appartiene e spiega in tre righe perché un'antenna ricevente efficiente per quella stazione dovrebbe avere dimensioni dell'ordine del metro. Confronta poi questa lunghezza d'onda con quella della luce verde a 550 nm: di quanti ordini di grandezza differiscono?

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.liceo-scientifico.fisica.cl5.approfondimenti-scienza-tecnologia.01 — Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. Da revisionare.

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