Le onde e il suono

SpiegazioneLiceo · 4ªfisica

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Le onde sono uno dei fenomeni più affascinanti della fisica: trasportano energia attraverso lo spazio senza spostare materia, e ci permettono di capire come funzionano il suono, la luce e perfino i terremoti.

Immagina di lanciare un sasso in uno stagno calmo: vedi formarsi cerchi che si allargano sulla superficie dell'acqua. Quei cerchi sono onde, e ti raccontano una storia profonda della fisica. Una foglia che galleggia sull'acqua, infatti, non viene trasportata via dall'onda, ma oscilla soltanto su e giù. Questa semplice osservazione contiene il segreto di tutte le onde: ciò che viaggia è la perturbazione, non la materia. In questa lezione vedremo come descrivere matematicamente questo fenomeno e come applicarlo al suono, l'onda che riempie ogni giorno le nostre orecchie.

Che cos'è un'onda e quali tipi esistono

Un'onda è una perturbazione che si propaga nello spazio e nel tempo, trasferendo energia da un punto all'altro senza che vi sia un trasporto netto di materia. Ogni onda nasce da una sorgente che mette in vibrazione un mezzo o un campo, e questa vibrazione si trasmette ai punti vicini grazie a forze di richiamo. Esistono due grandi famiglie: le onde meccaniche, che necessitano di un mezzo materiale per propagarsi, e le onde elettromagnetiche, che viaggiano anche nel vuoto. Il suono appartiene alla prima famiglia, mentre la luce alla seconda, e questo spiega perché nello spazio interstellare possiamo vedere le stelle ma non sentirne il rombo. Possiamo poi distinguere onde trasversali, dove le particelle oscillano perpendicolarmente alla direzione di propagazione, e onde longitudinali, dove oscillano parallelamente ad essa. Una corda di chitarra pizzicata produce un'onda trasversale, mentre l'aria smossa da un altoparlante produce un'onda longitudinale fatta di compressioni e rarefazioni.

Le grandezze caratteristiche di un'onda

Per descrivere un'onda in modo quantitativo usiamo alcune grandezze fondamentali che ne catturano la forma e il ritmo. L'ampiezza A è il massimo spostamento delle particelle dalla posizione di equilibrio, ed è legata all'energia trasportata dall'onda. La lunghezza d'onda λ è la distanza tra due creste consecutive, ovvero la lunghezza di un ciclo completo nello spazio, e si misura in metri. Il periodo T è il tempo impiegato da un punto del mezzo per compiere un'oscillazione completa, mentre la frequenza f rappresenta il numero di oscillazioni al secondo e si misura in hertz (Hz). Periodo e frequenza sono legati dalla semplice relazione f = 1/T, che mostra come grandezze brevi nel tempo corrispondano a frequenze elevate. Infine, la velocità di propagazione v lega lunghezza d'onda e frequenza con la celebre formula v = λ · f, valida per qualsiasi onda periodica. Pensa al diapason di un'orchestra che vibra a 440 Hz: ogni secondo invia 440 cicli di compressione nell'aria, e conoscendo la velocità del suono possiamo calcolare immediatamente la lunghezza d'onda corrispondente.

Il suono come onda meccanica longitudinale

Il suono è un'onda meccanica longitudinale che si propaga in un mezzo elastico grazie a successive compressioni e rarefazioni delle particelle del mezzo stesso. Quando la membrana di un altoparlante avanza, spinge le molecole d'aria comprimendole, mentre quando si ritira crea una zona di rarefazione dove la pressione è minore di quella atmosferica. Queste variazioni di pressione viaggiano nell'aria a circa 340 m/s a temperatura ambiente, ma la velocità cambia a seconda del mezzo: nell'acqua il suono viaggia a circa 1500 m/s e nell'acciaio supera i 5000 m/s. Questo accade perché nei solidi e nei liquidi le molecole sono più vicine e si trasmettono la perturbazione più rapidamente. Nel vuoto, invece, il suono non si propaga affatto, come dimostra il classico esperimento della campana posta sotto una campana di vetro da cui si aspira l'aria. L'orecchio umano percepisce suoni con frequenze comprese tra circa 20 Hz e 20000 Hz: sotto questa soglia parliamo di infrasuoni, sopra di ultrasuoni, sfruttati ad esempio nelle ecografie mediche e nei sonar dei sottomarini.

Le caratteristiche del suono: altezza, intensità e timbro

Ogni suono che ascoltiamo possiede tre qualità fondamentali che ci permettono di distinguerlo dagli altri. L'altezza dipende dalla frequenza: frequenze alte producono suoni acuti, come il fischio di un treno, mentre frequenze basse producono suoni gravi, come il rombo di un tuono lontano. L'intensità sonora misura l'energia che l'onda trasporta nell'unità di tempo attraverso una superficie unitaria, e si esprime in watt al metro quadrato; per comodità si usa più spesso il livello di intensità sonora in decibel (dB), una scala logaritmica che parte da 0 dB (soglia di udibilità) e arriva fino a 120 dB (soglia del dolore). Il timbro, infine, è la qualità che ci permette di distinguere un pianoforte da un violino anche se suonano la stessa nota: dipende dalla composizione armonica del suono, ovvero dalla presenza e dall'intensità delle armoniche superiori che si sovrappongono alla frequenza fondamentale. Un suono puro, prodotto solo da una frequenza, esiste in natura quasi soltanto nei diapason, mentre nella realtà ogni strumento musicale produce un mix complesso di frequenze che ne definisce il carattere riconoscibile. Per questo motivo, riconosciamo la voce di un amico al telefono dopo solo poche sillabe, perché il timbro funziona come un'impronta acustica personale.

Fenomeni ondulatori: riflessione, rifrazione, diffrazione e interferenza

Le onde manifestano comportamenti caratteristici quando incontrano ostacoli o quando si incontrano tra loro. La riflessione si verifica quando un'onda urta una superficie e torna indietro: l'eco in una grande sala o in una valle di montagna è la riflessione delle onde sonore sulle pareti. La rifrazione è il cambiamento di direzione che subisce un'onda quando passa da un mezzo a un altro con velocità di propagazione diversa, ed è il motivo per cui di notte i suoni lontani sembrano più nitidi, perché l'aria fredda vicina al suolo li piega verso il basso. La diffrazione è la capacità delle onde di aggirare ostacoli o di passare attraverso aperture spandendosi in tutte le direzioni: per questo riusciamo a sentire una persona che parla dietro l'angolo di un muro, anche senza vederla. L'interferenza, infine, avviene quando due onde si sovrappongono nello stesso punto: se le creste coincidono parliamo di interferenza costruttiva e l'ampiezza si somma, mentre se una cresta incontra una valle parliamo di interferenza distruttiva e le onde si attenuano. Un caso particolare e molto importante è l'effetto Doppler, ovvero la variazione di frequenza percepita quando sorgente e osservatore si muovono uno rispetto all'altro: la sirena di un'ambulanza che si avvicina sembra più acuta, e diventa più grave appena ci sorpassa.

Ricorda

Esercizio di verifica attivo: prendi il tuo quaderno e svolgi questo problema spiegando ogni passaggio. Un pipistrello emette un ultrasuono di frequenza 50000 Hz che viaggia nell'aria a 340 m/s; calcola la lunghezza d'onda e spiega perché frequenze così alte sono utili al pipistrello per individuare insetti molto piccoli. Poi disegna sul quaderno uno schema di un'onda trasversale indicando ampiezza, lunghezza d'onda, cresta e valle, e accanto disegna uno schema di un'onda longitudinale evidenziando compressioni e rarefazioni.

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele al curriculum liceo-scientifico.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis